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Paola Cortellesi: «Io e lui come gatti in tangenziale»

L'attrice al Festival del cinema di Tavolara insieme al marito Riccardo Milani

«Mi dovete per forza fotografare con il sole in faccia? Con gli occhi così, socchiusi, sembro la moglie di Trump». Attrice, sceneggiatrice, conduttrice, doppiatrice, imitatrice. Che altro? Paola Cortellesi. Multiforme, capace di ironia sottile, Zelig più misurata che effervescente, protagonista in coppia col marito e regista, Riccardo Milani, al festival di Tavolara con “Come un gatto in tangenziale”, film campione di incassi della stagione. Coppia da cinema e nella vita, che riprende grandi miti del passato declinati secondo spirito informale e grandi dosi di simpatia. «Come passerò l’estate? Aspettate un attimo, chiedo a mio marito. Dimmi… Ah sì, sará molto sarda. Conosciamo tanti luoghi di questa splendida isola, anche se è la prima volta che vengo a Tavolara. Sono rimasta a bocca aperta».
Nella piazzetta di Porto San Paolo, prima della proiezione del film, la Cortellesi e Milani sono stati protagonisti degli incontri in Piazzetta, accompagnati da Piera Detassis, direttrice del festival e Geppi Cucciari, nel ruolo di gran cerimoniera. «Eccoli insieme, due ospiti emotivamente, artisticamente, sagacemente uniti…» esordisce Geppi dando il via a un botta e risposta su un film che ha sfondato al botteghino e su una coppia nella vita e nell’arte che ha saputo conquistare il pubblico. Esordisce Milani. «I grandi incassi? Quando ho pensato al film non guardavo agli incassi, l’ambizione era quella di fare un film popolare che dicesse delle cose – spiega Milani –. È andata molto bene, credo che il segreto sia stato in un pizzico di fortuna e nel raccontare in modo trasversale il conflitto sociale presente nel Paese. Mondi opposti si frequentano e ognuno assorbe qualcosa dall’altro». I protagonisti di “Come un gatto in tangenziale” sono la Cortellesi e Antonio Albanese, coppia al secondo film consecutivo dopo “Mamma o papà?”. E, notizia bomba, con un terzo previsto per il Natale del 2020. Sempre per la regia di Riccardo Milani. «Bene, mi fa piacere venirlo a sapere qui, per la prima volta. Davvero? – scherza la Cortellesi –. Vedete il problema di presentare i film in coppia? Lui parla per primo e mi frega le battute». In realtà il nuovo film lo stanno scrivendo insieme, visto che i due condividono anche il lavoro di sceneggiatura insieme con Furio Andreotti e Giulia Calenda. «Io e Milani litighiamo sempre, così gli altri due sceneggiatori vanno fuori dalla stanza a fumarsi una sigaretta. Anzi, solo uno dei due fuma» sorride Paola Cortellesi.
La coppia di cinema che condivide anche la vita privata può provocare travasi di bile sul set? Anche qui l’ironia e la leggerezza prevalgono su tutto. «Geloso quando Paola gira con altri? Farà il ruolo della Befana con Michele Soavi – sorride Milani –. Comunque credo sia una fortuna per i colleghi lavorare con un’artista come Paola». «Uhhhh, fosse così carino anche in privato sarebbe perfetto – replica la Cortellesi –. La verità è che nei suoi film non bacio mai nessuno. In uno il protagonista era Raul Bova, ma aveva gusti sessuali, diciamo, diversi dai miei. Dunque, nulla. Solo un bacio veloce, notturno, corri corri e al freddo con Corrado Fortuna che, per carità, è un bellissimo ragazzo. Con Albanese nel primo film divorziamo subito, mentre in questo si vede solo un bacio sulla guancia. Recitare con Albanese comunque è il massimo». Cosa succede se un ragazzo cresciuto nella periferia degradata romana, figlio di una cassiera licenziata per colpa dell'automazione e di un parrucchiere che da quindici anni "sta in vacanza" a Rebibbia, si innamora di una ragazza borghese, con un padre intellettuale e una madre che crea essenze di lavanda in Provenza? Come sentenzia la madre di lui, è una relazione che può durare “Come un gatto in tangenziale”. È questo il titolo della commedia di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Claudia Cortellesi che ha conquistato il pubblico di tutta Italia e incantato anche a Tavolara. “Non tutti i film escono così bene, ma credo che il pubblico sia rimasto affascinato da questi due opposti che non si attraggono, ma che insieme riescono a condividere qualcosa, anzi a prendere il meglio l’uno dall’altra – racconta la Cortellesi –. L’ambientazione a Bastogi, un quartiere a nord di Roma, borgata dura, è stata una sfida. La prima proiezione poi l’abbiamo fatta lì ed è stato un trionfo, ma giocavamo in casa. Hanno compreso l’ironia del film, ma noi stessi in fase di sceneggiatura abbiamo chiesto consigli. Poi il giorno della proiezione ci siamo nascosti in fondo alla sala e abbiamo gioito sentendo gli spettatori che si divertivano». «La felicità e la soddisfazione è stata anche quella che il film abbia fatto bene in sale diverse di Roma: da un cinema popolare come l’Adriano ad uno più elitario come l’Eden – spiega Milani –. Poi ci sono state scelte non previste inizialmente in fase di sceneggiatura».
Come le due sorelle gemelle, fan sfegatate di una simpatica Franca Leosini, conduttrice di “Storie Maledette” che interpreta se stessa. «Visto quei ciuffi nel film? Interessanti, come quegli zatteroni – dice la Cortellesi –. Sono nata e cresciuta in questi posti, anch’io avevo ciuffi interessanti».