Parco dei suoni  

A Riola i “ragazzacci” di Pelù ballano con i Bandidos

Al grido «Ragazzacci» Piero Pelù e i suoi Bandidos hanno salutato il pubblico del Parco dei suoni, ieri sera, nella unica data sarda del “Warm up Tour”. Circa duemila i biglietti venduti: tra il...

Al grido «Ragazzacci» Piero Pelù e i suoi Bandidos hanno salutato il pubblico del Parco dei suoni, ieri sera, nella unica data sarda del “Warm up Tour”. Circa duemila i biglietti venduti: tra il pubblico non solo giovanissimi e tanti fans cresciuti a pane e Pelù, ma anche appassionati arrivati da tutta la Sardegna, famiglie, turisti e mamme rockettare con i figlioletti in passeggino.

Erano da poco passate le ventuno e trenta, sino a quel momento il clima nell’arena del Parco dei suoni di Riola Sardo era quello di una festa. Sono bastate poche note e l’attacco di “Bene bene male male”,tratto dall’album solista del 2002 “L’uomo della strada”, per scatenare l’inferno, un inferno di musica e energia. Strizzato in dei jeans scuri, con l’immancabile canottiera aderente, i capelli brizzolati raccolti in un codino alto, sul palco il rocker fiorentino non ha rinunciato a dire la sua anche sulla politica.

«A tutte le amministrazione e i governi – ha urlato introducendo il terzo pezzo “Bomba boomerang” – convertite le fabbriche di armi in fabbriche di cultura, accoglienza divertimento e musica». Venti brani in tutto. Una dopo l’altra si sono susseguite le hit più famose dei Litfiba, i pezzi da solista, scritti da Pelù tra il 1999 e il 2009, e una selezione di cover del repertorio della musica italiana e internazionale. “Mille uragani”, “Tutti fenomeni”, “Regina di cuori”, “Toro loco”, “Fata Morgana”, “Dea musica” e tante altre. Da brividi cover di grandi classici come “Il pescatore” di De Andrè, “Il tempo di morire” di Battisti

Una dedica speciale a «Lea e Denise Garofalo», madre e figlia, donne coraggiose, che si sono ribellate alla mafia pagandone il prezzo. E imitando l’accento sardo Pelù ha parlato della bellezza delle donne sarde e dei poligoni militari da smantellare. Un insieme di accordi di note e un groviglio di emozioni con cui il rocker fiorentino, nelle oltre due ore di concerto, ha letteralmente ipnotizzato il suo pubblico, come un incantatore fa con i serpenti. E canzone dopo canzone il Diablo è diventato una cosa sola con i fans, che insieme a lui hanno cantato, ballato e condiviso un’esperienza ben al di là di un semplice concerto.
Sul palco con Pelù, i Bandidos: Giacomo Castellano alla chitarra, Luca Martelli alla batteria e Ciccio Licausi al basso. Il gruppo, nato quattro anni fa in un momento di pausa con i Litfiba, è stato voluto fortemente da Pelù per poter continuare a portare in giro la sua «Dea musica».

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