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Tutta una città per Salmo

A un certo punto, dopo aver ribaltato il molo Brin, per lui è scattato il tifo da stadio. «Uno di noi, Salmo uno di noi». Questione di orgoglio. Un modo per far capire a tutti che lui, Salmo, è...

A un certo punto, dopo aver ribaltato il molo Brin, per lui è scattato il tifo da stadio. «Uno di noi, Salmo uno di noi». Questione di orgoglio. Un modo per far capire a tutti che lui, Salmo, è patrimonio della città. Perché sarà anche famoso in tutta Italia, ma Maurizio Pisciottu è innanzitutto olbiese. «Alzi la mano chi è venuto da altre zone della Sardegna». Migliaia di braccia in cielo. «E ora alzi la mano chi è di Olbia». Un boato che attraversa tutto il lungomare. C’è un verso di sua canzone che dice «Voglio morire qui, a Venice beach». Salmo lo ha trasformato in «Voglio morire qui, al molo Brin». Raffiche di omaggi a una città che ha celebrato il suo trionfo e che lo ha accolto come profeta in patria. Perché Salmo ha davvero fatto il pienone. E a dargli una grossa mano sono stati gli altri due colleghi che sono saliti sul palco prima di lui: Fabri Fibra, un altro peso massimo del rap, e suo “fratello” Nitro. Tre nomi da tutto esaurito che hanno trasformato il concerto di Olbia nell’evento più seguito di sabato scorso. La concorrenza era spietata: Jethro Tull a Cagliari e Piero Pelù a Riola Sardo. Ma a Olbia, per Salmo, Fibra e Nitro, si sono dati appuntamento almeno in ventimila, più tante altre migliaia sparse per tutto il centro storico. Secondo gli organizzatori la notte olbiese, tra una cosa e l’altra, ha richiamato circa quarantamila persone, complice naturalmente l’Olbia tattoo show di cui il concerto rap era l’evento clou. «Ma quanti siete? Dove mi giro c’è gente» ha ammesso lo stesso Fabri Fibra, scrutando in lungo e in largo il pubblico ammassato al molo Brin. Insomma, tanta gente ma anche uno spettacolo di alto livello. Perché i rapper saliti sul palco olbiese hanno confermato di essere tre artisti per nulla banali. Gente che canta e scrive bene, gente sempre capace di stupire con nuove contaminazioni. Fabri Fibra, sulla cresta dell’onda da una quindicina di anni, ha proposto alcuni dei suoi marchi di fabbrica: “Fenomeno”, “Applausi per Fibra”, “Tranne te”. Salmo, che ha cantato in chiusura, prima di una comparsata a tre sotto i riflettori, ha invece risposto con “1984”, “Estate dimmerda”, “Mic taser” e tanto altro. Il concerto è durato oltre due ore, con i primi fan che avevano presto posto fin dal primo pomeriggio. Il grosso del pubblico è però arrivato verso l’ora di cena. Orde di giovanissimi in maglietta e pantaloncini corti scese dai pullman o arrivate a piedi dalle traverse del centro. Quando poi è partita la musica, il molo Brin ha risposto presente con grida e mani al cielo. Tutti e tre applauditissimi: Nitro ha stupito, Fabri Fibra ha fatto ballare chiunque e Salmo ha trionfato. Già altre volte, da quando è diventato famoso, Maurizio Pisciottu si era affacciato sul pubblico di casa. Ma quella di sabato è stata la volta più bella, la volta che rimarrà scritta nella storia musicale olbiese. Senza dubbio una bella carica in vista della pubblicazione del quinto disco in studio. Uscirà nei prossimi mesi e la data è top secret. Ma si sa già, come ha spiegato lo stesso Salmo alla Nuova, che presto arriverà anche il momento di prendersi una pausa dalla musica. Salmo, che da tempo fa anche il produttore, vorrà dedicarsi alla regia. Non più solo videoclip, magari una serie tv. «Sono un po’ stanco, quindi con la musica mi fermerò per un po’ – ha spiegato –. Mi piace recitare e l’ho già fatto, ma non sono di certo un attore. Preferisco il dietro le quinte, preferisco stare dietro la telecamera». Intanto la sua musica continua e continuerà a segnare uno spartiacque, un modo diverso di concepire il rap. Una avventura, quella di Salmo, cominciata proprio a Olbia con il primo disco. Insieme a lui, tanti amici della sua città. Sul palco, sabato, per esempio c’era anche Dj Slait, cioè Ignazio Pisano, pure lui uno dei fondatori del collettivo Machete.