Coca Buton, jet privato e Villa Fanny per le star

Due bottiglie di Coca Buton alla melissa. Ghiacciate. Il liquore a base di foglie di coca boliviana e altre erbe l'hanno chiesto ieri pomeriggio i sei musicisti della band di Sting e Shaggy. Dalle...

Due bottiglie di Coca Buton alla melissa. Ghiacciate. Il liquore a base di foglie di coca boliviana e altre erbe l'hanno chiesto ieri pomeriggio i sei musicisti della band di Sting e Shaggy. Dalle cantine del Forte Village hanno risposto a stretto giro. Ma il re del pop e il rapper hanno messo in moto una macchina da guerra abituata a governare presidenti, sceicchi, big del cinema e del calcio. Al Forte, per il primo concerto al teatro all'aperto, hanno coinvolto duecento degli oltre mille dipendenti. Tutt'attorno un imponente spiegamento di forze dell'ordine, cecchini inclusi. Accoglienza, cura dei servizi e dei dettagli sono stati il tema della giornata. Con circa quattromila biglietti venduti, oltre duecento agli ospiti del resort con netta prevalenza di russi, inglesi e italiani, l'allerta è ovvia. E nelle poltronissime da oltre mille euro, non passano inosservati Luciano Moggi e signora, il capitano del Belgio e del Manchester City, Vincent Kompany, Fiorello con camicione hawaiano, una affascinante Paola Cortellesi. Mentre è rimasto nel resort Antonio Cassano e all'ultim'ora si è unito al popolo che ha ballato per le contaminazioni pop-reggae anche Angel Fabian Di Maria, mezzala dell'Argentina e del Psg. Serata in quadricromia anche per amministratori, politici, imprenditori e sportivi isolani. Dal vice presidente della Giunta, Raffaele Paci all'assessore regionale Cristian Erriu, al neo prefetto di Cagliari, Romilda Tafuri, al patron della Fit nazionale, Angelo Binaghi, al numero uno dell'Autorità portuale, Massimo Deiana, al diessino già sottosegretario alla Sanità, Paolo Fadda. Tutti in piedi con lo smartphone modalità torcia su ordine di Shaggy. Il fondatore dei Police e l'artista giamaicano hanno spiazzato il management: forse per scaramanzia, il bassista non ama dormire dove suona. Giovedì notte il gruppo è rientrato a Cagliari per dormire a Villa Fanny, lussuosa residenza di Giorgio e Lucina Cellino, fratelli di Massimo, l'ex patron del Cagliari. Ieri, nel dopo live, il corteo di Maserati e Rolls Royce del resort, li ha portati dalla Forte Arena all'Aviazione generale dello scalo di Elmas, volo notturno per Roma. Misteri e vezzi delle star. Per dire, Sting non ha ceduto alle lusinghe del relax alle terme del centro benessere. Subito sul palco, un'ora di prove, con le principali hit del duo e dei Police. Una goduria per centinaia di fan accorsi dal primo pomeriggio, in placido ascolto a duecento metri dalla Forte Arena. Alle 19.15 la sicurezza del resort ha aperto i cancelli. Due i parcheggi per un serpente di gomma, lamiera e cristallo proveniente da Cagliari e dintorni. Milletrecento e ottocento
posti auto, inaugurati ieri. Nel dopo live, camerini blindati. Con il cuoco personale di Gordon Matthews Thomas Sumner, supportato dagli chef e dal Food and beverage del Forte, al lavoro. Ma niente manicaretti. «Ciao, Sardegna» ha urlato Sting. Il sogno è d'oro. (mario frongia)

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