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Carne e fuoco, bontà dagli stazzi a Calangianus

L’associazione Amichi di la graiglia da 17 anni porta avanti la Sagra del bovino

L’Amichi di la graiglia, l’associazione che da 17 anni porta avanti la Sagra del bovino, ieri sera a Calangianus hanno gonfiato il petto perché sì, la loro idea è stata davvero vincente: offrire in una sera d’estate ad una marea di persone i sapori e la fragranza di 50 quintali di carne compresa quella di ben quattro capi vaccini arrostiti sui grandi spiedi dai soci della Associazione dei vitelloni di Corte. Sono state offerte bistecche, hamburger, e tanta carne tagliata con perizia da quarti di manzo che sugli spiedoni – rotanti per ben 24 ore – compiono gli ultimi giri mentre gli ospiti fanno la fila. Uno spettacolo che invita davvero i turisti ad avviarsi alle lunghe tavolate, mentre in piazza del Popolo, si conclude la sfilata di vari gruppi folkloristici. Per una sera e le prime ore della notte nell’antica via che porta al vecchio convento dei cappuccini, sulle griglie è il trionfo della pregiata carne degli allevamenti galluresi innaffiata da buon vino. Una quindicina di vitelli che a gennaio vengono acquistati, ingrassati nei boschi e venti giorni prima dell’evento macellati e custoditi in celle frigorifere. Sono tanti i volontari che animano la sagra nata nel 2001 per reagire ai danni della “mucca pazza”. Non si poteva privare, si disse allora, la Gallura degli stazzi della sua carne bovina e così un gruppo di amici iniziò a volere questa sagra per affermare la bontà delle carni galluresi e dire no alle carni straniere.

Si iniziò quasi per gioco, con l’appoggio di Slow Food e poi via da soli. Un sapore ed un gusto che non dimentichi in una cornice dove respira aria di festa paesana ma si punta a far conoscere un paese e la sua storia, i musei, i siti archeologici e valorizzare i prodotti locali.