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Simposio internazionale: le pietre colorate brillano a Ploaghe

Simposio internazionale: le pietre colorate brillano a Ploaghe

L’ex convento di Sant’Antonio ospita sino al 15 agosto nove artiste provenienti da tutto il mondo

L’austero e silenzioso porticato dei monaci dell’ex convento di Sant’Antonio, a Ploaghe, in questi giorni brulica di gente. Un via vai di persone intente a curiosare attorno alle nove artiste arrivate da diverse parti del monto per partecipare al terzo simposio internazionale di Mosaico contemporaneo promosso dall’associazione culturale Sardinia Contemporary Mosaic&Art e dal Comune di Ploaghe.

Sono tutte donne le mosaiciste che hanno raccolto l’invito del direttore artistico Giulio Menossi e che lavorano alle loro incredibili creazioni per le quali utilizzano una variopinta varietà di piccole porzioni di vetro e smalti dai mille colori ma anche di materiali che andranno a far parte dei loro stupendi mosaici. Ognuna di loro ha il suo tavolo di lavoro e i suoi attrezzi e già si intravvedono le prime forme che hanno voluto dare ai loro lavori per questa nuova rassegna che diventa ogni anno sempre più importante dal punto di vista artistico e non solo. Lavoreranno insieme e vivranno insieme sino al 15 agosto quando le loro opere saranno definitivamente realizzate e andranno ad implementare la già ricca esposizione delle opere realizzate nelle due precedenti edizioni.

Il tema scelto quest’anno è “Percorsi, Orditi e Trame, frammenti di colore dalla terra” ma la curiosa novità è che ad ognuna delle artiste è stato consegnato un cofanetto che contiene piccoli oggetti del territorio (sughero, tessuti, pietre, fossili) che dovranno essere inseriti nel mosaico e che andranno a far parte delle opere così da renderle davvero uniche e con un grande valore identitario. Il simposio di Ploaghe nasce nel 2016 come una scommessa, come un gioco per far conoscere la Sardegna a dieci artiste che arrivavano da tutto il mondo. Poi è arrivata la seconda edizione quasi a sfidare la sorte. «Ma questa terza edizione è il vero inizio di un percorso importante – spiega Giulio Menossi – perché il semino piantato il primo anno comincia a germogliare e dare i primi frutti. Il nostro sogno diventa insomma sempre più concreto e reale. La location è straordinaria e questo posto incantato potrebbe diventare un luogo dove esporre tutte le opere realizzate ma anche un luogo a livello internazionale per il mondo del mosaico».

Ipotizzando in effetti solo altre cinque edizioni del simposio si arriverebbe a 50 mosaici realizzati da artiste di tutto il mondo e attualmente un luogo così, una collezione di questa portata non esiste al mondo se non a Ravenna che è la capitale mondiale del mosaico. «Il simposio di Ploaghe in effetti diventa ogni anno qualcosa di più – prosegue Menossi – e Ploaghe ha già ospitato a maggio corsi con allieve arrivate da ogni parte del mondo. Pensiamo di organizzare workshop e iniziative dedicate ai ragazzi, come quella già realizzata con gli ospiti della San Giovanni Battista».



Anche il maestro Menossi lavora ad una sua opera al fresco delle antiche arcate di tufo del chiostro dove Caitlin Hughes, che arriva dall’Australia, Gila Rayberg e Kimberly Emerson, entrambe degli Usa, Julie Edmunds che viene invece dall’Inghilterra e Mieke Ceusters e Mireille Swinnen, entrambe del Belgio, scambiano esperienze e ispirazioni con Neriman Guzel che arriva dalla Turchia e con Stefania Giacomuzzi, nome italianissimo, ma proveniente dal Venezuela. Tagliuzzano i loro stupendi frammenti di vetro per incastonarli poi sulla malta e dare forma alle loro idee e alle loro visioni. Kina Bogdanova è bulgara ma vive da anni in Italia e ha visto per la prima volta la Sardegna: «Avevo sentito sempre belle cose della vostra isola ma quando sono arrivata ne sono rimasta incantata. I paesaggi, il mare, la gente, la Sardegna stessa è un autentico e immenso mosaico di colori, di storia e di bellezza. Io vengo dalla pittura ma il mosaico è una conseguenza, un arricchimento e attraverso questi nuovi materiali trovo stimoli e fantastiche motivazioni».

Fabiano Salvador e Antonia Masala, dell’associazione culturale Sardinia Contemporary Mosaic&Art, coccolano e non fanno mancare niente alle loro artiste. Anche per loro un sogno prende forma e si concretizza con questo accattivante confronto fra culture che l’arte e il variegato mondo del mosaico riesce a creare.
 

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