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Cala il sipario su Ilos, il teatro che coinvolge

«Le aspettative sono state soddisfatte: anche quest’anno si è ripetuto il successo di sempre. Del resto, con alle spalle 22esima edizione, la gente ci conosce e sa che l’offerta è di livello, sia...

«Le aspettative sono state soddisfatte: anche quest’anno si è ripetuto il successo di sempre. Del resto, con alle spalle 22esima edizione, la gente ci conosce e sa che l’offerta è di livello, sia nelle proposte dirette di Ilos sia dei gruppi teatrali che abbiamo coinvolto. Il nostro teatro parla alla gente, di problemi della gente e ha un contatto immediato. E per questo il pubblico ci segue».

Elena Musio, direttice artistica di “Domus de Teatro 2018-Ilos de Istiu”, nonché regista e deus ex macchina della Compagnia che da sempre organizza il Festival, da diversi anni itinerante, è un fiume in piena.

Tutto bene, insomma, nei Comuni di Onanì, Pattada, Irgoli e Posada – che hanno voluto e sponsorizzato l’evento – e nell’unica rappresentazione a Lula (Il Crogiuolo “Cavoli! La Frutta»).

Musio ha parole di encomio per tutti i dieci spettacoli andati in scena nelle otto serate in cartellone. «Tre sono state realizzate dalla nostra Compagnia – sottolinea – con una produzione nuova, Quirra, e due riprese (Su Dottore e E de Atteru..Tottu vene) e tre ospitanti (Il Crogiuolo, La Compagnia del Cocomero-La vecchia macchina e Teatro del sottosuolo Hopo Hope Hoplà)».

«È un programma vario – continua Elena Musio – che ha spaziato dalla commedia in limba allo spettacolo per ragazzi, dal teatro di figura a quello di strada, dallo spettacolo didattico a quello satirico e di denuncia. La proposta è stata popolare, intelligente e divertente».

Per la direttrice artistica il Teatro non è solo spettacolo ma è anche «dopo spettacolo, con gli attori si incontrano col pubblico».

E giù un caso: «A Pattada – riprende – i bambini hanno voluto sapere dagli attori come funzionano la luce e si sviluppano le scene, circa un’ora di colloquio».

Il presidente dell’associazione Ai Bilozziu di Pattada Pietro Bangarruta spiega: «È stata una bella risposta di pubblico in tutti gli spettacoli, contenti grandi e piccoli. È il secondo anno di Ilos, dopo la prima esperienza di tre anni fa. L’attesa è stata soddisfatta. Ci riproveremo».

La tappa di Pattada ha chiuso con lo spettacolo Quirra, una produzione Ilos, di e con Mauro Salis. «Ci interessa – sottolinea ancora la direttrice Elena Musio – tramite il teatro proporre problematiche serie con ironia, in questo caso delle basi militari. Lavoriamo per la pace».

Un elemento da mettere in conto è l’ospitalità, che sembra funzionare come una calamita. «Quando mi dicono di venire a Lula – spiega Marta Gessa (Crogiuolo) – io sono già in auto pronta a partire».

Un dettaglio importante, a partire da questo Festival, è il progetto che è stato firmato davanti a un notaio tra Ilos e la Compagnia i Figli d’Arte Medas (Ati “Medas Ilos”). «Il Campidano e la Barbagia – precisa la direttrice Musio – nel progetto due mondi si incontrano arricchendosi di contenuti e di linguaggi. Una scommessa stimolante, un modo per uscire dall’isolamento e confrontarsi, un modo per contraddire il verdetto condanna “Pocos locos y malunidos” e altro ancora».