Poesia, bossa nova e amicizia: il grande Toquinho si racconta

È stato autore di memorabili canzoni in brasiliano e con la sua chitarra ha interpretato il meglio della bossa nova

È stato autore di memorabili canzoni in brasiliano e con la sua chitarra ha interpretato il meglio della bossa nova: dai classici del suo grande amico Vinicius De Moares, scomparso nel 1980, a quelli firmati da Joao Gilberto, Tom Jobin, Baden Powell, Chico Buarque e chissà quanti altri giganti. Stasera Antonio Pecci Filho, in arte Toquinho sarà Cagliari per un concerto che promette grandi emozioni in programma alle 21 all’Exmà e organizzato dal jazz club B-Flat. Sul palco, insieme alla star di San Paolo, la cantante Greta Panettieri, il bassista Itaiguara Brandão e il batterista Mauricio Zottarelli.

Chi negli anni Settanta era un bambino ricorda ancora quella sua canzoncina breve e deliziosa che sembrava presa in prestito dal miglior repertorio dello Zecchino d’oro: “La casa”. «È una filastrocca – precisa lui stesso –, una canzone surrealista capace di stimolare la creatività dei più piccoli».

Toquinho, al di là dell’aspetto musicale, non ritiene che le canzoni attuali – rap compreso – siano un po’ troppo dirette e prive di poesia?

«Certi generi musicali non sono fatti per trovare poesia, ma ricercano altre forme di comunicazione. Io credo che ogni stile abbia il suo posto, che ogni momento trasmetta comportamenti e valori».

Quanto è importante la poesia nelle nostre esistenze?

«È molto importante, ovviamente. Del resto i poeti sono sempre esistiti ed esisteranno sempre, anche perché la poesia risiede all’interno delle persone, la poesia è dentro di noi».

A parte il suo grande amico Vinícius de Moraes, chi le manca di più tra i grandi autori della musica brasiliana?

«Sinceramente sento la mancanza di tutti i grandi autori che hanno segnato la musica brasiliana, in particolare di chi ci lasciato opere mirabili. Penso al compositore Pixinguinha, al sambista Cartola, poi a Dorival Caymmi, Tom Jobim e Baden Powell».

La migliore cantante brasiliana di tutti i tempi?

«Elis Regina per la tecnica, Gal Costa per la passione e la sensualità»

Che genere di spettacolo proporrà a Cagliari?

«Ho 52 anni di carriera con più di 400 composizioni, di conseguenza è impossibile proporre tutto il mio repertorio. Cercherò di fare una sintesi lasciando sempre le mie strutture
musicali e passando attraverso la musica come autore, interprete e strumentista. La speranza è di conquistare nuovi segmenti di pubblico».

C’è una canzone italiana che avrebbe voluto scrivere lei, magari in portoghese?

«Sì, non ho dubbi: “Caruso” di Lucio Dalla».

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