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Soleandro: «Un contest per scegliere l’interprete del mio nuovo brano»

Un testo che unisce la Sardegna all’India. D’altra parte la prima è un’isola che ha le caratteristiche di un piccolo continente, la seconda, invece, un sub continente lo è anche per i cartografi. Ma...

Un testo che unisce la Sardegna all’India. D’altra parte la prima è un’isola che ha le caratteristiche di un piccolo continente, la seconda, invece, un sub continente lo è anche per i cartografi. Ma non è certo questo il motivo che ha spinto Soleandro, artista di Ploaghe ma cittadino del mondo, a dedicare l’ultima traccia del suo disco al poema epico “Savitri” di Sri Aurobindo. Non è una dedica fine a stessa perché Soleandro ha deciso di “allegare” al brano anche un contest dedicato agli artisti in erba che prevede un premio di 3mila euro destinato a chi interpreterà nel miglior modo la traccia che l’entronauta cosmico – come si definisce Soleandro – ha messo a disposizione di tutti i concorrenti. «Ho portato il poema epico nella mia terra accompagnandolo con un testo originale in lingua sarda – spiega Soleandro – perché, come diceva il mio maestro Mogol, il nostro idioma ha un suono ancestrale che accompagna alla perfezione la storia d’amore raccontata in Savitri». Per partecipare al contest, però, la tradizione finisce nel cassetto e lascia il posto all’innovazione perché chi volesse cimentarsi nella sfida partorita dall’entronauta di Ploaghe dovrà seguire le indicazioni disponibili sul sito internet theperfect.it e pubblicare un video in cui canta proprio Savitri. Soleandro non ha messo paletti ma chi parteciperà al contest dovrà tenere di conto un consiglio dell’artista: «Chiedo la massima creatività possibile».

Il contest è quindi l’ultimo passo di professionista che adesso è impegnato in un laboratorio dedicato ai più giovani: «Con loro lavoro sulle emozioni e cerco di trasmettere quello che ho imparato nella scuola di Mogol, dove ho studiato e ho avuto modo di conoscere e condividere esperienze con artisti del calibro di Lucio Dalla e Gino Paoli, giusto per fare due nomi». Ma nella formazione di Soleandro la musica, che l’ha reso famoso, è solo uno dei capitoli. Nell’universo dell’artista di Ploaghe c’è anche un tipo di comicità, la stand up comedy, che lui legge soprattutto nella sua versione isolana: «L’improvvisazione non è certo una cosa che i sardi hanno imparato dalla tv. Anzi, la tecnica è quella dei poeti dialettali che basano la loro arte proprio sulla capacità di andare a braccio seguendo il ritmo. Si può dire che siano loro, in realtà, i primi rappers». E questa è solo una delle storie che Soleandro insegna ai suoi alunni e che spera possano essere d’ispirazione anche a chi vincerà il contest nato dopo la pubblicazione del suo ultimo album “C’est la vie”. L’altra è la dedizione e la passione per quello che si fa, unita alla voglia di imparare che non ha mai abbandonato lo spirito dell’entronauta cosmico: «È fondamentale essere disposti a imparare da tutti perché tutti hanno qualcosa da insegnare. Ad esempio, non ho mai conosciuto Bruce Lee ma la sua forma mentale e la sua dedizione alle arti marziali mi hanno insegnato tanto. Così come mi ha insegnato tanto Steve Jobs, per fare un altro esempio, o San Francesco d’Assisi di cui mi reputo un fan per ammiro la sua capacità di ricercare il senso della vita». Un mix di pensieri e personaggi che hanno aiutato e aiutano Soleandro a mettere a fuoco il suo obiettivo, germogliato nel contest: «Sono una persona che studia molto e si applica fino in fondo in quello che fa. Adesso voglio offrire questa possibilità anche ai giovani, in modo che possano strutturare la loro coscienza prima di intraprendere un percorso complicato come quello della crescita artistica».