Il mondo nuragico rivive ad Alghero

La mostra archeologica allestita nelle sale espositive de Lo Quarter

È un viaggio nel tempo al periodo dei nuragici, immersi tra oggetti da lavoro, di culto, anfore, nuraghi, fonti sacre, tombe dei giganti tutti riprodotti fedelmente agli originali. “Nuragici, un territorio, un’Isola, il Mediterraneo” non è una semplice mostra, ma qualcosa di più. Un vero e proprio evento che rientra nel programma “Alghero per l’archeologia”, una rassegna di appuntamenti culturali di grande qualità dedicati alla storia del territorio algherese e non solo, che fa parte del calendario dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 con il patrocinio del MiBACT. La mostra è allestita nelle sale espositive del prestigioso complesso de Lo Quarter. Attraverso un percorso espositivo di particolare suggestione e di significativo interesse culturale e scientifico la mostra celebra la grande Civiltà Nuragica.



Si tratta di una ricca e articolata proposta di ricostruzioni in scala di alcuni dei monumenti più importanti dell’architettura civile e sacra nuragica, insieme alla presentazione di straordinari reperti archeologici legati alle attività e alle produzioni artigianali, ai culti e ai miti. La mostra è coorganizzata dai Comuni di Alghero e Ittireddu, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro.

A incremento del già ricco percorso espositivo, la mostra prevede inoltre una sezione dedicata ai siti archeologici del territorio algherese con ricostruzioni, reperti originali di straordinario valore provenienti dai maggiori complessi nuragici della Nurra algherese, quali i siti protostorici di Palmavera, Flumenelongu, La Speranza e Sant’Imbenia. Tra i reperti di maggior pregio, esposti per la prima volta in pubblico, uno dei ripostigli ritrovati a Sant’Imbenia con asce in bronzo e frammenti di spada. Poi notizie importanti per la reggia nuragica di Palmavera con la scoperta di una terza torre.



La mostra che ha aperto i battenti ieri pomeriggio, resterà aperta sino alla prossima primavera. Tra i presenti all’inaugurazione di ieri, i sindaci di Alghero e Ittireddu Mario Bruno e Franco Campus che è anche la vera anima della mostra, la vice sindaca e assessore alla cultura di Alghero Gabriella Esposito, il direttore della Soprintendenza ai beni archeologici, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, Francesco Di Gennaro, la responsabile della Soprintendenza per l’archeologia Gabriella Gasperetti e il presidente della Fondazione Alghero Massimo Cadeddu.

A coordinare la presentazione il dirigente del Comune di Alghero Pietro Alfonso, archeologo, che ha seguito da vicino le varie fasi del progetto. «È una grande mostra, importante, che valorizzeremo attraverso le scuole, le visite dei turisti, quelle dei residenti in un arco temporale lungo, fino alla prossima primavera – sottolinea Gabriella Esposito – una mostra didattica originale che abbiamo fortemente voluto, in collaborazione con la Fondazione Alghero, che rende Alghero ancor più città della cultura e porta del Mediterraneo, obiettivi contenuti nella nostra proposta di governo che vede proprio nella Cultura uno dei suoi assi portanti. La mostra – conclude Esposito – farà scoprire e riscoprire la nostra civiltà nuragica e con un approccio semplice, ma scientificamente accurato, mostrerà a tutti l’attrattività del nostro patrimonio millenario».
 

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