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La metamorfosi dei sentimenti svelata da Gabriella Turnaturi

Con l’intervento della sociologa autrice di “Non resta che l’amore” si è concluso “Sette sere, sette piazze, sette libri”

PERDASDEFOGU. Dopo i tenores di Bitti , la metamorfosi (tema del festival letterario di Perdasdefogu) l’hanno declinata in musica i Gravity Sixty di Nuoro con un concerto concluso a mezzanotte. Prima era stata la sociologa Gabriella Turnaturi, col libro “Non resta che l’amore”, a parlare dei cambiamenti anche nella manifestazione dei sentimenti dialogando con due brillanti relatori, il geriatra Paolo Putzu e la sociologa Lilli Pruna presentati da Francesca Lai. È così calato il sipario sull’ottava edizione di SetteSere SettePiazze SetteLibri. Aveva debuttato a maggio al Salone del libro di Torino con Massimo Bray e Ilide Carmignani, poi è andato in una trasferta abbatti-campanili (Lanusei, Villagrande, Gairo, Triei, Loceri) e ha chiuso con l'intesa di gemellaggio Nuoro-Aracataca nel nome dei Nobel Grazia Deledda e Gabriel Garcìa Màrquez col sindaco di Nuoro Andrea Soddu, l'assessore alla Cultura di Aracataca (Colombia) davanti al sindaco di Perdasdefogu Mariano Carta, al direttore della biblioteca della Camera Antonio Casu, all'addetto culturale dell'ambasciata colombiana Carla Tarditi, all'assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas e il presidente Pro Loco Vittorino Murgia.

Le metamorfosi hanno spaziato toccando la politica (Marc Lazar e Giorgio Zanchini), la religione e la filosofia (Vito Mancuso, Ettore Cannavera e Luigi Manconi), la vita amministrativa con i sindaci di Sassari, Oristano, Carbonia, Alghero, Lanusei e Foghesu, il linguaggio con la scoperta “sentimentale” del Salvatore Satta del Giorno del giudizio. Per concludere con una trascinante Bianca Pitzorno che, parlando con Manuela Arca, ha raccontato la “Vita sessuale dei nostri antenati” dopo essere stata intervistata da otto bambine.

Tanta buona musica con Gavino Murgia, il Duo Animas, l’organetto di Vanni Masala, il Trio Etnos di Orosei, la originale dolcezza di Chiara Effe e la conclusione “barbaricina” dei Tenores. Ogni serata con le sculture di Mario Efisio Monni.

I numeri? Il direttore artistico Giacomo Mameli ha parlato di novemila presenze “certificate” tra Torino, prefestival,
festival (finanziato dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune, neanche un centesimo dalla Regione) e la stagione teatrale in corso. Nona edizione fra il 29 e il 4 agosto 2019. Due nomi prenotati: Dacia Maraini e il colombiano Santiago Gamboa. Tema? «Sarà legato alla cronaca ventura».

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