Il live di Ermal Meta incanta Tharros

Tre tappe in Sardegna per il tour estivo del cantautore vincitore a Sanremo

ORISTANO. Ermal Meta fatto di muscoli e cuore. Mette l'anima a nudo, senza timore. Lo fa costantemente con le sue canzoni ed ancora negli affollatissimi concerti che stanno toccando ogni angolo dello Stivale, compresa la Sardegna in ben tre tappe. Due giorni fa all'Anfiteatro Tharros, ieri nell'Arena Fenicia di Sant'Antioco (allestito da Sardegna Concerti) per poi tornare nell'isola fra meno di due settimane, il 23 agosto, all'Arena Corrasi di Oliena per i festeggiamenti in onore di San Lussorio.

Due ore di spettacolo costantemente in bilico fra il rock ed il pop con alcune digressioni sul synth-pop. Brividi e pelle d'oca per l'affollatissima platea in visibilio già dalle note d'apertura del concerto. La celeberrima “Non abbiamo armi” che da subito ha catturato l'attenzione dei fan che hanno accolto il loro beniamino con un boato. Un grande affetto ricambiato da Ermal Meta con una lunga lista di canzoni, a spasso nel tempo fra le nuove composizioni e quelle più datate ripescate dai precedenti album, un doveroso tributo ai suoi ex compagni di vita, i La Fame di Camilla ed un toccante tributo a Domenico Modugno con la meravigliosa “Amara terra mia”

. Ermal Meta ci sa fare e si vede mentre si destreggia fra la chitarra ed il pianoforte a cui vanno a sommarsi le indubbie qualità canore con una buona estensione ed una presenza scenica invidiabile, decisamente spontanea. Non risparmia energia ne emozioni. Mentre lui sul palco versa sudore, il pubblico sugli spalti versa lacrime. Gli occhi lucidi si mescolano alla luce dei telefonini che costantemente riprendono ogni momento dallo spettacolo da ogni angolazione. Ed Ermal Meta ci sa fare anche come autore. Una scelta minuziosa delle parole per puntare dritto al cuore di chi lo ascolta, non solo nelle canzoni interpretate da se stesso ma anche quelle scritte per altri cantanti, fra i quali spiccano nomi di rilievo come quelli di Francesco Renga, Patty Pravo, Marco Mengoni, Francesca Michielin e Giusy Ferreri.

Ventiquattro canzoni in tutto bilanciano perfettamente, nel corso del live, momenti
intimi e raccolti ed altri ricchi di energia. Brani con cui Ermal Meta convince, senza troppa fatica, il pubblico ad alzarsi e saltare come un direttore farebbe con la sua orchestra. “Ragazza Paradiso”, “Le luci di Roma”, “Vietato morire”, “Io mi innamoro ancora”, in ordine sparso.

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