Addio a Tancredi Tucconi Maestro del canto a tenore

Si è spento a 87 anni. Era la mitica “contra” del gruppo di Bitti Remunnu ’e Locu Una voce che ha stregato autori del calibro di Frank Zappa e di Peter Gabriel

NUORO. Grave lutto per la musica e la cultura sarda, e non solo. E’ morto, nella tarda serata di martedì, Tancredi Tucconi, la storica “contra” dei tenores di Bitti Remunnu ’e Locu. L’artista di Bitti si è spento, all’età di 87 anni, nell’ospedale San Francesco di Nuoro, dove da mesi era ricoverato per una malattia che lo aveva da tempo costretto ad abbandonare le scene. Il suo nome resterà per sempre legato allo storico quartetto di Bitti che, attraverso una costante ricerca e divulgazione, ha fatto conoscere l’antica forma di canto barbaricino in tutti i continenti, contribuendo in maniera determinante a renderlo, tramite l’Unesco, patrimonio dell’umanità.

Era la potente armonia che scaturiva dall’amalgama della sua voce, “sa contra”, con quella di Salvatore “Pante” Bandinu, “su bassu”, il vero e proprio (e inimitabile) “cuncordu”. Una misteriosa alchimia che stregò al primo ascolto musicisti e ricercatori del calibro di Frank Zappa e di Peter Gabriel. Quest’ultimo li volle nella sua etichetta Real World. Jazzisti come Lester Bowie e Ornette Coleman sono arrivati da New York a Bitti per sperimentare in loco la possibilità di nuove sonorità.

Di professione artigiano, titolare di una barberia nel centro del paese, tra un cliente e l’altro trovava sempre un momento per condividere la sua grande passione con amici e conoscenti, costituendo di fatto un punto di riferimento imprescindibile per le nuove generazioni.

«Ci separava un solo anno di età, io ero del 1932 e lui del 1931, e sin da piccoli siamo cresciuti insieme – ricorda con voce commossa Daniele Cossellu, fondatore insieme a Tucconi dei Remunnu ’e Locu –. Da ragazzini seguivamo gli anziani cantori nei bar, nelle serenate, nei matrimoni e nelle feste. Cercavamo di carpirne i segreti. Agli inizi solo per imitarli e per divertirci ma in seguito, una volta compresa l’importanza culturale, sociale e antropologica del canto a tenore, lavorare per salvaguardarne le caratteristiche originarie e poterlo tramandare alle generazioni future». «La svolta – dice ancora Cossellu – avvenne a metà degli anni Settanta con la formazione della Pro loco, alla quale fui chiamato per seguire la parte legata al canto a tenore e al ballo. Nel 1974 con Tancredi, Piero Sanna e Savatore Bandinu fondammo i Remunnu ’e Locu (in ricordo del poeta estemporaneo bittese Raimondo Delogu) e da allora la nostra vita è stata un’unica storia».

Oltre alle manifestazioni locali, il gruppo si distingue subito partecipando a tournée in Italia e all’estero. Maria Carta li vuole con sé a Parigi al Théatre de la Ville e contemporaneamente l’Esit, Ente sardo industrie turistiche, li coinvolge in una tour nei paesi scandinavi. Nei decenni a seguire visitano praticamente tutti i continenti: Australia, Argentina, Stati Uniti, Canada, Cuba, Iraq, Egitto, Marocco. Nel Tour Andalsas del 1992 con Piero Marras condividono tre settimane di tournée in Europa. «Tancredi Tucconi era un vero signore e il ricordo più vivo e bello che ho di lui è legato proprio a quella tournée continentale – Marras –. Mi rimane cristallinal’immagine di una persona con una competenza incredibile in materia di canto, oltre ovviamente alla sua incredibile e naturale voce che, unita al basso di Battore Pante, costituiva un vero e proprio unicum. Negli anni ho apprezzato il suo senso ironico, tipico degli uomini di Barbagia, che era alla base della nostra grande amicizia». Anche le giovani generazioni devono molto all’artista scomparso. Per Omar Bandinu, basso dei Tenores Mialinu Pira di Bitti, «Tancredi è stato una vera e proprio icona. Quando eravamo alle prime armi e, a metà degli anni Novanta, frequentavamo la scuola a tenore con lui istruttore, era un riferimento importante. Non solo per le grandi capacità vocali, ma anche per il fisico, la faccia, la postura che assumeva durante le esibizioni. Di lui mi rimane il ricordo di una profonda passione, Era uno che cantava esclusivamente per il gusto di cantare. Un vero artista».

Negli ultimi anni, malgrado la malattia, Tancredi Tucconi ha continuato a seguire e indirizzare i giovani di Bitti verso il canto. «Purtroppo la sua inabilità non ci ha concesso di interagire appieno – ricorda Mario Sanna del gruppo Tenore Vitzichesu – ma abbiamo condiviso lo stesso bellissimi momenti assieme. Pronto ad aiutarci, spronarci, insegnarci i segreti e sempre prodigo di consigli su come impostare la voce o cantare le poesie. Per noi, lui e Daniele Cossellu sono il mito, i modelli da seguire e da studiare. Sia per la tecnica canora, sia per la grande rigorosità e professionalità che hanno introdotto nell’arcaico mondo del canto a tenore».

«Ho avuto la fortuna – dice il polistrumentista e vocalist Gavino Murgia – di essere stato amico di ziu Tancredi, per me era e resta un maestro. Abbiamo fatto tanti viaggi e concerti insieme, e ogni volta era un impegno mantenuto con serietà e allo stesso tempo ogni uscita diventava occasione di festa. La sua contra portentosa, precisa e affilata come una lama, era il segreto della bellezza del
suono del Tenore Remunnu ’Locu. La sua straordinaria “contra” legava e amalgamava le altre tre bellissime voci come uno strumento musicale perfetto. Non l’ho mai sentito sbagliare, aveva una musicalità incredibile. Un caposcuola, un pilastro di tutta l’arte del canto a tenore».



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