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Riccardo Cadoni: «A Pechino in bici per cucinare»

Dalla trattoria di Magomadas ai lunghi viaggi in tutti i continenti per assorbire modi e suggestioni delle vite quotidane di mondi lontani

«Ajò da Riccardo». È il leit motiv della gente di Planargia che nella trattoria di Riccardo Cadoni, a Magomadas, da 40 anni trova sempre porte aperte, cortesia e ottimo cibo. Ma da una decina d’anni quell’invito ad andare, in uno slang inconfondibile e tutto sardo, lo chef lo ha rivolto a se stesso. Riccardo, che in passato è stato un turista, piano piano è diventato un viaggiatore. Acquisendo una consapevolezza sempre più profonda della differenza tra i due status. Così lo chef viaggiatore meta dopo meta ha guadagnato il rispetto della gente che abita i territori che attraversa, perché nel suo modo di percorrere i continenti, in condizioni spesso estreme e non comunque facili e comuni, c’è la calma e i modi di chi vuole conoscere e scoprire nuove culture. Con la stessa delicatezza e gusto di chi per una parte dell’anno assembla sapori, rielabora antiche ricette e attinge da quell’enorme tesoro che è il territorio con i suoi prodotti unici. Europa, Asia, Africa, Balcani, Medio oriente sono gli spazi che ha toccato in questi ultimi dodici anni di riconversione meditata al viaggio esperenziale, quasi mistico a stretto contatto con la natura e con chi abita quei territori.

«La domenica con mia moglie andavamo in giro per i paesini a intervistare le vecchiette che ci raccontavano cosa cucinavano e come lo facevano. Poi nei miei piatti ci sono i sapori di casa e l’impronta di mia mamma che rimarrà per sempre indelebile». Naturalmente ogni viaggio è stato anche una nuova scoperta di gusti e aromi e una profonda lezione di educazione e rispetto. «Viaggiando soprattutto nei Paesi che in occidente vengono definiti erroneamente poveri capisci che nessuno butta via niente, ci sono modi naturali per conservare il cibo. Ovunque mi sono trovato bene, la gente mi ha aperto la loro casa, mi ha dato un letto per riposare, un asciugamano pulito e diviso un pasto anche se era l’unica cosa che avevano». Anche quest’anno quando finirà la stagione Riccardo si preparerà per un nuovo viaggio. Ancora non si sa di preciso l’itinerario ma l’obiettivo è arrivare in Cina, a Pechino. È ancora tutto in fieri ma anche questa volta non c’è fretta, al ristorante di Magomadas (Da Riccardo specialità marinare) si lavora di buona lena con la squadra tutta al femminile di cameriere sorridenti. Piatti semplici ma gustosi con prodotti genuini che fanno la differenza. Riccardo in questo porto di mare dove buongustai locali si mischiano a turisti dagli idiomi più diversi ci arriva in sella alla sua bici ogni giorno dalla vicina Tresnuraghes. E se da alcuni viene visto come uno strano, lui non se ne cura affatto, abbozza un sorriso e si spalancano le istantanee dei suoi viaggi, dove non di rado ha cucinato per accarezzare con la sua professionalità palati sconosciuti in cene improvvisate. «Ne sono sempre più convinto - conclude -, non bisogna vedere più confini ma solo orizzonti».