Clooney sugli scogli per l’ultimo ciak

Due turiste in costume da bagno si incamminano veloci verso gli scogli alla destra della spiaggia. In mezzo ai cespugli ci sono le guardie in tuta mimetica e questo significa che più di tanto non ci...

Due turiste in costume da bagno si incamminano veloci verso gli scogli alla destra della spiaggia. In mezzo ai cespugli ci sono le guardie in tuta mimetica e questo significa che più di tanto non ci si può avvicinare. Ma non serve di certo un binocolo per rendersi conto che laggiù, tra la fitta vegetazione e una piccola scogliera, ci sono telecamere in azione e figure umane in movimento. «Ma tu guarda, vai al mare e ti becchi George Clooney che gira una serie tv. Questa è da raccontare» esclama una delle due turiste. In fondo non capita tutti i giorni: pantaloni beige, polo bianca e pizzetto brizzolato, George Clooney è comparso quasi dal nulla nel paradiso naturale di Capo Testa, a una manciata di chilometri da Santa Teresa, dove la Corsica è talmente vicina da sembrare quasi raggiungibile in materassino. Il regista e attore americano, dopo aver piazzato le tende per quasi due mesi a Olbia, è improvvisamente tornato in Sardegna per girare l’ultima scena della sua serie tv, Catch–22. La gente del posto era ben informata, i turisti un po’ meno. «Beh, quando daranno la serie in tv potremo dire di aver visto Clooney mentre girava una scena qui a Capo Testa» dice un uomo con accento del nord mentre col telefonino cerca di inquadrare il set americano.

Clooney a Capo Testa

La scorsa primavera George Clooney aveva già fatto un sopralluogo tra gli scogli di Capo Testa. Poi le riprese a Olbia, da fine maggio a metà luglio. In molti avevano pensato che la produzione avesse cambiato idea e che non fosse più intenzionata a girare qualche scena nel tesoro ambientale del comune di Santa Teresa. Invece no. Clooney è tornato e con sé ha portato Grant Heslov ed Ellen Kuras, gli altri due registi, più una manciata di attori e un folto gruppo di addetti ai lavori. Le riprese, che sono durate tutta la giornata, dall’alba fino al pomeriggio inoltrato, si sono svolte sulla scogliera della Funtanaccia, un angolo da cartolina di Capo Testa. Qui la produzione ha allestito un set di tutto rispetto, con telecamere, microfoni antivento, tende, ciak e ombrelloni. George Clooney, da vero regista, ha diretto i lavori per tutto il tempo. Si è avvicinato alla telecamera, ha suggerito mosse e movimenti agli attori e ogni tanto si è anche voltato verso la spiaggia Rena di Ponente, dove migliaia di bagnanti prendevano il sole e nuotavano tra le acque di un mare che è tra i più belli del Mediterraneo.

Il set in spiaggia

Capo Testa è costantemente presa d’assalto. C’è chi si incammina tra le imponenti rocce granitiche modellate dal vento, chi raggiunge la stupenda e incontaminata Valle della Luna e chi prende il sole nelle spiagge facilmente raggiungibili. I più fortunati, ieri, i bagnanti che hanno scelto la spiaggia di Rena di Ponente, visto che per tutta la giornata hanno avuto il privilegio di seguire passo per passo, seppur in lontananza, le riprese dell’ultima scena di Catch–22. I mezzi della produzione, cioè camion, furgoni e van con i vetri oscurati, hanno invece trovato posto nella zona di Rena di Levante, comunque a due passi. Qui il campo base del set di Catch–22. Verso l’ora di pranzo, a bordo di un Mercedes van di colore bianco, si è avvicinato anche George Clooney, per poi mangiare nella cucina di Mirtò, il brand che fin da maggio ha curato il servizio catering del set della serie tv proponendo anche piatti tradizionali.

Riprese finite

Quelle di ieri a Santa Teresa sono state le ultime riprese di Catch–22. Forse manca ancora qualcosina, ma comunque poca roba. Il primo ciak a fine maggio nell’aeroporto dismesso di Venafiorita, a Olbia. I lavori erano proseguiti fino a metà luglio, compresa la settimana di riprese nelle calette di Capo Ceraso, sempre vicinissimo a Olbia. Visto che la serie tv è ambientata durante la Seconda guerra mondiale, l’aeroporto di Venafiorita era stato trasformato in una base aerea americana degli anni Quaranta, con hangar, torre di controllo, tende, jeep militari e aerei da guerra a stelle e strisce. Per tre notti consecutive la produzione della serie aveva addirittura inscenato un bombardamento notturno. Poi le riprese si erano trasferite tra Viterbo e gli studi di Cinecittà, nonostante l’attore
e regista fosse ancora dolorante per via dell’incidente in moto avuto proprio nelle strade della Gallura. Ieri a Santa Teresa, invece, la chiusura. Clooney, che tra maggio e luglio aveva preso in affitto una villa a Puntaldia, le scorse notti ha alloggiato in un hotel della zona.


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