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Morgana svela gli inganni dell’ordine patriarcale

Passando per l’isola mitica di Avalon e ammettendo finalmente le donne alla tavola rotonda di re Artù, nel suo nuovo libro, «L’inferno è una buona memoria» (Marsilio) Michela Murgia racconta il suo...

Passando per l’isola mitica di Avalon e ammettendo finalmente le donne alla tavola rotonda di re Artù, nel suo nuovo libro, «L’inferno è una buona memoria» (Marsilio) Michela Murgia racconta il suo apprendistato intellettuale dall’infanzia in Sardegna alla vita di oggi. E lo fa rileggendo “Le nebbie di Avalon”, il romanzo scritto nel 1983 dalla scrittrice americana Marion Zimmer Bradley (1930-1999).

«Salii sulla nave – racconta Murgia – con in borsa quel librone da viaggio con avventure cavalleresche un tanto al chilo senza immaginare che si trattava di uno degli atti di militanza più forti che mi sarebbe capitato di vedere nella vita, ma l’ho compreso prima ancora di arrivare alla pagina 10, quando era già evidente che quella che fino a quel momento avevo considerato come “la storia di Artù” o al massimo quella “dei cavalieri della tavola rotonda” era in realtà la storia di Morgana, di Igraine, di Morgause, di Viviana e di Ginevra».

Come Morgana, Igraine e Viviana, le “Signore del Lago”, hanno il potere di sollevare le nebbie con le loro parole, influenzare e curare le vite dei cavalieri della Tavola Rotonda così Murgia, nata in mezzo alle acque di Cabras, ha il potere di sollevare le nebbie intorno alle storie e alle idee che stanno alla base dei suoi romanzi e dei suoi saggi. Murgia racconta come e perché è diventata femminista, come e perché ha cominciato a temere le gerarchie religiose, come è perché non ha mai smesso di giocare di ruolo nel mondo magico di Lot, come e perché certi libri che ci hanno fatto crescere, in effetti, li abbiamo mangiati più che letti, e soprattutto, come e perché creare ogni giorno il mondo che ci circonda è un gesto politico.

«L’inferno è una buona memoria» è uno dei tre libri che inaugurano “Passa parola”, la nuova collana Marsilio. L’idea è raccogliere brevi memoir di scrittori italiani che raccontano di sé e del mondo a partire da un libro per ciascuno di loro speciale. Gli altri due titoli che aprono la serie, in
libreria da ieri insieme con quello di Michela Murgia, sono: «Pura invenzione. Dodici variazioni su “Frankenstein” di Mary Shelley» scritto da Lisa Ginzburg e “Una serie ininterrotta di gesti riusciti. Esercizi su “Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald”scritto da Alessandro Giammei

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