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Del Emperador premiato per la sua cucina regionale

Per aver valorizzato la cucina tipica regionale, espressione di cultura del territorio ed elemento essenziale di un’offerta turistica di qualità», è con questa motivazione, che Domenico Tommaso...

Per aver valorizzato la cucina tipica regionale, espressione di cultura del territorio ed elemento essenziale di un’offerta turistica di qualità», è con questa motivazione, che Domenico Tommaso Giorico, general manager del Carlos V Hotel di Alghero ha ricevuto la targa al merito dall’associazione nazionale “Ristoranti Regionali-Cucina Doc”. Sono stati Marinella Argentieri Serio, presidente dell’associazione e Alberto Lupini, direttore del Network “Italia a Tavola” a consegnare il premio. L’associazione di promozione sociale “Ristoranti Regionali-Cucina Doc”, ha sede a Vercurago e ha lo scopo di promuovere la conoscenza della cucina tipica regionale italiana, intesa come espressione di cultura ed elemento essenziale di proposta turistica del nostro Paese. Numerosi sono i ristoranti che ingrossano le fila dell’associazione, quelli sardi sono: “Da Bruno” di Fertilia, S’Ena Frisca di Tissi, hotel Domo Minore, località Arenosu di Alghero, “Del Emperador” dell’hotel Carlos V di Alghero, “Pedramare” di Villanova Monteleone. Domenico Tommaso Giorico, ringraziando l’associazione per la targa al merito, ha voluto condividere il riconoscimento con una squadra che crede nelle sue scelte imprenditoriali: il fratello Marcello che lo affianca come responsabile del food and beverage, lo chef executive Mauricio Marra e tutto il personale che contribuisce al successo dell’impresa. Alla presenza dei vertici dell’associazione e di giornalisti qualificati, è stata servita una cena, realizzata rigorosamente con prodotti del territorio, con l’intento preciso di illustrare la linea e la filosofia culinaria, che il ristorante dell’albergo, pluristellato, propone. Si è brindato al premio con il Torbato Brut millesimato delle Tenute Sella & Mosca, per rompere il ghiaccio. Al centro del menù indiscussi stavano i gamberi, succulenti crostacei. Ma è con un carpaccio di gamberi della Riviera, su crema di rucola e quenelle di guacamole con emulsione di zenzero e arancia, che si è iniziato. Preparazione invitante, grazie alla preziosa e buona qualità della materia prima. A seguire poi, gamberi Ajillo che significa gamberi crudi immersi in eleganti pentolini di ghisa, colmi di olio extravergine d’oliva bollente e serviti all’istante. Fra gli altri piatti casarecce con ragù di rombo, pomodoro secco e asparago di mare, un filetto di tonno in crosta di sesamo e per finire un delizioso gelato al Mirto con cialda al miele e mousse di caffè. Alla base di tutto l’idea, espressa da Giorico che «il cibo deve essere vissuto come cultura, come strumento essenziale attraverso il quale entrare in contatto con un luogo, con le sue tradizioni e con il suo popolo».