La Sardegna vola da Venezia a Toronto

La regista Laura Luchetti, in questi giorni alla Mostra, porterà sabato in Canada il film “Fiore gemello” girato nel Sulcis

VENEZIA. Laura Luchetti porta la Sardegna nell’olimpo del cinema. “Fiore gemello”, il film girato e ambientato tra il Sulcis e Cagliari, sarà presentato in anteprima sabato al festival del cinema di Toronto. Nella sezione “discovery”, ovvero registi da tenere d’occhio. La sezione che ha lanciato Nolan, Trier, Bigelow solo per citarne alcuni. Ma non è solo Toronto ad apprezzare la regista romana con all’attivo corti, film, documentari e tre anni da assistente di Russell Crowe. Anche Venezia ha infatti voluto inserire Luchetti nel suo ricco programma – evento speciale alla Settimana della critica – con “Sugar love”, un corto dal mix tra animazione e fiction con protagoniste le statuine delle torte di nozze. «Un lavoro che nasce da una considerazione molto semplice: le bomboniere durano più dei matrimoni – racconta la regista –. Parallelamente ho pensato che le statuine della torta potessero rappresentare l’amore più degli stessi sposi. Nel mondo umano i sentimenti sono molto più volubili, invece per queste piccole entità di zucchero sono più stabili». A dare voce alle statuine della torta sono Pierfrancesco Favino e Anna Ferzetti. «Volevo che a prestare la voce fosse una coppia che si ama davvero nella vita. Anna è una mia amica e abbiamo coinvolto anche il marito Pierfrancesco. La coppia di sposi invece è interpretata da Andrea Bosca e Claudia Potenza. A concludere il cast sono Fabio Canino, Eleonora Russo e Fabrizia Sacchi».

Se fisicamente Laura Luchetti è a Venezia, con la testa è già a Toronto, dove sarà l’unica regista donna della squadra italiana composta da Sorrentino, Garrone, De Angelis e Minervini. Il suo “Fiore gemello” sarà presentato sabato in anteprima mondiale. Un film che racconta l’amore tra un giovane migrante e la figlia di un trafficante di migranti. «Ma non è un film sull’immigrazione – tiene a sottolineare Luchetti, ma un racconto sull’innocenza che parla di due giovani, lei in fuga dal proprio passato e lui in cerca di un futuro. Una storia di un’amicizia, di un amore disperato tra due persone che non hanno nulla in comune ma che alla fine diventano una cosa sola». Teatro di questa storia è il Sud Sardegna tra il Sulcis e il Campidano. «Ma è una storia che potrebbe svolgersi in qualsiasi posto in cui si verificano sbarchi. La Sardegna è diventata un luogo universale, un luogo dell’anima. E quando mandiamo le presentazioni ai festival stranieri non ce n’è uno che non ne colga la meraviglia».

Luchetti non è solo regista, ma anche sceneggiatrice e coproduttrice del film. La sua idea era quella di girare “Fiore gemello” «in uno dei tanti approdi mediterranei in cui arrivano i migranti. D’altronde, questo succede nel Sulcis come a Gibilterra o a Lampedusa. Ma quando ho scoperto che sant’Antioco era un nero ho voluto che la mia storia partisse proprio da lì, attraversando il Sulcis e il Campidano fino a Cagliari». I due giovani protagonisti sono Anastasyia Bogach, di origine ucraina ma cagliaritana doc, e Kallil Kone, un giovanissimo migrante arrivato in Sardegna
pochi mesi prima delle riprese. Due attori alle primissime armi, frutto di un lungo lavoro di street casting di Stella La Boccetta. Gli altri protagonisti sono Aniello Arena, Mauro Addis, Giorgio Colangeli e Alessandro Pani. Ma protagonista assoluta è anche la Sardegna Flm commission.

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