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Presentati i nuovi progetti che avranno l’isola come set

VENEZIA. Pastori, banditi e cummenda in vacanza in Costa Smeralda. Per anni nel cinema italiano la Sardegna era circoscritta a quei soliti cliché. Qualcosa è cambiato, finalmente. Anzi, molto più di...

VENEZIA. Pastori, banditi e cummenda in vacanza in Costa Smeralda. Per anni nel cinema italiano la Sardegna era circoscritta a quei soliti cliché. Qualcosa è cambiato, finalmente. Anzi, molto più di qualcosa. Basta vedere il protagonismo che la Sardegna si ritaglia nei festival internazionali. Da Cannes a Berlino, e ovviamente a Venezia. Ogni volta la Film commission, guidata da Nevina Satta, si presenta con un ricco di carnet di film, corti, e anche serie televisive che hanno avuto o avranno l’isola come set. “Fiore gemello” è solo l’ultimo esempio di una Sardegna cinematografica che guarda fuori dai confini. A febbraio era toccato a “Figlia mia” di Laura Bispuri, girato a Cabras, in concorso a Berlino, mentre “Loro” di Paolo Sorrentino, girato in gran parte a Porto Rotondo e Porto Cervo, ha sfiorato Cannes. Fiori all’occhiello di un 2018 da incorniciare per la Film commission. E dunque per la Sardegna del grande schermo. Ma anche del piccolo schermo, basti pensare alla serie di Clooney a Olbia, all’isola di Morandi a Carloforte e ad Accorsi, attualmente sul set in Gallura con “1994”.

A Venezia Nevina Satta ha illustrato quali sono i progetti sardi in cantiere: film, documentari, film d’animazione, cortometraggi. Da “Assandira” di Salvatore Mereu – in questi giorni anche lui a Venezia come presidente della giuria Classici – a “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius. E poi Pino e gli Anticorpi, Paolo Zucca, Peter Marcias. Un lungo elenco di cui fanno parte anche “Sottosopra”, tratto dal libro di Milena Agus, che ha collaborato alla sceneggiatura, diretto da Antonello Murgia e con Giancarlo Giannini e Andrea Ferreol, e “No potho reposare”, diretto da Marisa Vallone, con Paola Sini, Valentina Lodovini, Syama Rayner e ancora Giannini. Dal film sul sequestro Vinci fino alla storia del boss della ndrangheta Rocco Tripodi con Guido Caprino. Perché oggi la Sardegna non viene scelta solo per interpretare sé stessa, ma anche come location per altre ambientazioni. Una sorta di Cinecittà della natura. (al.pi.)