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Il teatro nelle vene Ottana nel cuore

La bellezza è un dono prezioso che le ha consegnato Madre natura. Ma la saggezza, la misura e la semplicità incastonate in un viso d’angelo sembrano in Enrica Pintore le virtù più solide e tutte sue....

La bellezza è un dono prezioso che le ha consegnato Madre natura. Ma la saggezza, la misura e la semplicità incastonate in un viso d’angelo sembrano in Enrica Pintore le virtù più solide e tutte sue. Trentatré anni, attrice, di Ottana, in questi giorni impegnata nelle riprese della soap opera il Paradiso delle signore in onda dal 10 settembre su Raiuno accetta di interrompere la sua mattinata frenetica per raccontarsi a La Nuova Sardegna. Prima il teatro, poi la tivù e il cinema l’hanno accolta ormai da una decina di anni fagocitandola con una passione che non conosce orari. Ma i sacrifici vengono puntualmente ripagati. E per dirla con le parole che usa lei stessa «dalla bellezza di un lavoro che ti dà la possibilità non solo di vivere un personaggio con i suoi pregi, difetti e vulnerabilità, ma anche di vivere un’epoca con usi, costumi, cultura, modi di parlare e un portamento completamente differenti. È come prendere in prestito la vita di qualcun altro e farla viaggiare nel tempo». La sua voce arriva chiara e non ha più le asperità e le vocali chiuse e dure del barbaricino. I corsi di dizione e l’applicazione sui libri ne hanno per forza di cose limato accenti e connotazioni geografiche. D’altronde dopo l’infanzia e l’adolescenza ottanese, il liceo scientifico a Nuoro in via Veneto ha lavato i panni in Arno. Si laurea infatti a Firenze nel 2008 in Lingue e Letterature Straniere. Poi il trasferimento a Roma per frequentare la scuola di recitazione Il Cantiere Teatrale sotto la direzione dell’attrice Paola Tiziana Cruciani. La sua passione per la recitazione nasce proprio nel Nuorese dove fin da bambina, entra con i suoi occhioni verdi a far parte della compagnia teatrale I Barbariciridicoli di Tino Belloni che ha la base tra Ottana e Orani, portando in giro per l’isola diversi spettacoli per lo più di genere comico. Ancora dietro c’è l’immancabile esperienza tra le finaliste di Miss Italia affidata per il primo anno a Carlo Conti, presentatore che ritroverà nella conduzione del quiz serale L’ Eredità su Raiuno, dal 2009 al 2011. Appena può e ha qualche giorno libero approda in Sardegna perché il cordone ombelicale con la sua isola a cui è legatissima non si è mai reciso. Ovviamente non solo d’estate. «Le stagioni di mezzo sono le mie preferite, c’è una calma e un’intimità rassicurante. E poi il carnevale nella mia Ottana tra boes, merdules e filonzana. È un’emozione che ti porti addosso sempre e che fa un bene dell’anima alimentare di continuo. Ovviamente sono molto orgogliosa delle mie origini», racconta Enrica, fidanzatissima da 12 anni con Michele, un ragazzo romano che si divide tra un’agenzia di viaggio e il lavoro come speaker alla radio e a cui dice di aver fatto scoprire le zone interne. «L’ultima volta proprio pochi giorni fa, ma non sono potuta andare in spiaggia perché per esigenze di copione non potevo abbronzarmi», spiega. La casa è sempre nella piana di Ottana, dove si trova l’approdo sicuro della famiglia. Sempre presente seppure con discrezione in tutti i momenti. «Mia madre mi ha sempre incoraggiato stimolandomi a studiare e a dedicarmi a questo percorso che ho scelto sempre con maggiore consapevolezza», racconta. L’attore è un camaleonte, si deve adattare alle situazioni. Modificare anche il suo aspetto fisico per ricoprire una parte ed entrare in un personaggio. «Non avrei nessun problema anche a ingrassare se servisse allo scopo. Anzi lo farei con entusiasmo». La sua Sardegna arriva a Roma dove varca il mare con dolcezza e con la voce del compianto Andrea Parodi, artista a cui la sua Ottana ha dedicato un museo e l’anfiteatro. «Nelle mia playlist preferita che ascolto per concentrarmi prima di entrare in scena c’è sempre la sua musica». Spazia su generi diversi anche per le letture, relax ad occhi aperti. Tra gli scrittori sardi la sua scelta è a chilometri zero, o quasi. «Mi piace molto Marcello Fois. L’ultimo suo libro che ho letto è “Dura Madre” che descrive quella donna sarda che ho potuto conoscere durante la mia infanzia, con la durezza e la resilienza che le ha da sempre caratterizzate». Enrica poi dimostra di conoscere molto bene il contesto sociale ed economico sardo. Il problema del lavoro che non c’è non la lascia indifferente, così come l’inquinamento ambientale spesso lasciato in eredità dalla grande industria anche nella sua Ottana. «L’argomento è vasto. Posso solo dire che l’industria aveva sí creato posti di lavoro ma non utilizzava risorse locali. Quando i prezzi di queste risorse sono aumentati è normale che le prime a risentirne siano state le nostre piccole industrie. Senza contare l’inquinamento che ha definitivamente deturpato le nostre zone e questo è ciò che mi crea più rammarico».