Pasticceri in gara per l’amaretto migliore

Seicentocinquanta abitanti nel cuore della Marmilla, tra Gonnoscodina, Ussaramanna, Siddi e Baradili. Un vissuto storico che racconta di una realtà povera contadina, e una vocazione nata in tempi...

Seicentocinquanta abitanti nel cuore della Marmilla, tra Gonnoscodina, Ussaramanna, Siddi e Baradili. Un vissuto storico che racconta di una realtà povera contadina, e una vocazione nata in tempi antichissimi, per la arrubia, una particolare tipologia di mandorla, tramandata, attraverso la terra, di generazione in generazione sia nella coltivazione che nella lavorazione. La regina di Baressa, e di altri paesini dell’alta Marmilla, cresce nell’agro locale attraverso alberi robusti e vigorosi, è una mandorla di medie dimensioni, di forma ellittica e con un guscio rugoso e con pori grandi, ottima per essere usata, cruda o tostata, in tante preparazioni, soprattutto nel settore dolciario. E come si conviene, dopo la raccolta di fine agosto, ormai da ventisette anni si festeggia la regina del paese con la “Sagra della mandorla”, una due giorni in programma sabato 15 e domenica 16 settembre, dove l’arrubia e altre tipologie di mandorla saranno le protagoniste tra convegno d’apertura, concorso regionale, degustazioni, visite guidate nei mandorleti e preparazioni gastronomiche. Per l’occasione la Cna alimentare Sardegna, in collaborazione con Laore e amministrazione comunale, ha indetto anche il primo concorso regionale dell’amaretto, aperto alle aziende artigiane e industriali iscritte alla Camera di commercio, che proprio ieri, con un totale di ventina di iscritti, ha chiuso i termini per l’invio dei campioni da valutare. Sabato 15 settembre una giuria composta da produttori, consumatori e assaggiatori esperti di prodotti alimentari assegnerà gli attestati di eccellenza ai migliori amaretti prodotti in Sardegna, con menzioni speciali per artigiani e industrie che usano la mandorla sarda. «Abbiamo scelto l’amaretto - spiega Maria Antonietta Dessì, responsabile Cna Alimentare Sardegna - perché è il re dei dolci sardi, un prodotto semplice, ma se fatto con la giusta materia prima, può essere di grande impatto al palato». Il settore dell’amaretto in Sardegna - secondo i dati della Cna - conta 1283 imprese, tra dolciario, panificazione e pasta fresca. Di queste il 98 per cento sono realtà artigianali, il restante due per cento è suddiviso tra industria e cooperative o associazioni. Sabato e domenica, il palcoscenico naturale di Baressa sarà dedicato non semplicemente alla mandorla, ma alla storia di un albero
che si è intrecciata con quella del paese, i cui prodotti lavorati, come l’amaretto, a pasta molle, sono simbolo di una terra, la Sardegna, semplice e irresistibile, come quella particolare ciambella servita a fine pasto accompagnata magari da un bicchierino di mirto. (e.cad.)

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