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Porto Rotondo, premiati gli ambasciatori della Sardegna

Consegnati i “Navicella”. La Sardegna nel mondo parla attraverso le opere e le azioni di scrittori, cantanti, sportivi, artisti

La Sardegna nel mondo parla attraverso i libri dello scrittore Gesuino Nemus. Canta con la voce di Valerio Scanu. Esplora gli abissi trattenendo il fiato insieme alla campionessa di apnea Chiara Obino. Suona attraverso le note jazz di Enzo Favata. Si racconta con le parole della giornalista Elvira Serra. Prende forma nei film del regista Peter Marcias. Vive nella caparbietà con cui la ricercatrice oncologica Lia Palomba porta avanti la sua battaglia per la vita.

Ciascuno a modo suo è un ambasciatore dell’isola. E a ognuno di loro è dedicato il Premio Navicella, giunto alla 17esima edizione. Dopo Cagliari, Castelsardo e Porto Cervo, sedi delle prime dodici edizioni, per il quinto anno consecutivo tocca a Porto Rotondo rendere onore ai simboli di Sardegna nel mondo. L’anfiteatro di “Mario Ceroli” è la quinta di granito della cerimonia organizzata dall’associazione “Sardegna Oltre il Mare” con il patrocinio del Comune di Olbia, della presidenza del Consiglio regionale della Sardegna e con la collaborazione del Consorzio di Porto Rotondo. Attesissimo, ma assente per impegni di lavoro a Roma il destinatario del premio “Olimpia Matacena”, quest’anno assegnato al giornalista Maurizio Costanzo. Che ha però mandato un messaggio video di ringraziamento ricordando la sua esperienza in Sardegna nel 1984 con Videolina, quando «andavo a mangiare dal cozzaro, e poi al mare al Poetto. Devo tornarci. È stata una esperienza molto bella».

La serata sotto le stelle non è solo una sfilata di talenti. È anche un’occasione per ogni ambasciatore di Sardegna di raccontare un pezzettino di vita privata. Come Valerio Scanu che ricorda «la gavetta in Sardegna, tra le piazze, le feste di matrimonio e i ristoranti della Gallura. Venendo qui ne ho contati parecchi in cui ho cantato da bambino». Per lui poi una dichiarazione d’amore appassionata per il mare della Maddalena, città in cui è nato e che porta sempre nel cuore: «Sono viziato. Io faccio il bagno solo a Cala Coticcio e a Spargi». Racconto del cuore anche per la ricercatrice Lia Palomba: «Andai a Pavia piu che per una missione perché volevo fare teatro. Poi però è stato grazie a una borsa di studio della Regione Sardegna che sono andata negli Stati Uniti. Oggi tornerei qui non per viverci, ma per raccontare quanto ho imparato negli Stati Uniti».