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Casa Museo Gramsci, stagione record

Visitatori aumentati del 20 per cento. Al via la “Ghilarza summer school”

GHILARZA. La Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci rilancia la sua attività e lo fa con un obiettivo principale: connettere sempre più indissolubilmente il nome dell’intellettuale comunista a quello del paese della sua gioventù, Ghilarza, e degli altri luoghi gramsciani della Sardegna. Giorgio Macciotta, presidente della Fondazione, traccia un bilancio positivo dei primi mesi del 2018: «Il bilancio è in ottime condizioni: i proventi del museo sono cresciuti del 37% e i visitatori del 20%. Ancora più significativo, per noi, è l'aumento del 31% dei visitatori ghilarzesi, i quali per statuto non pagano il biglietto: è il segno del nostro radicamento nel territorio».

Per la prima volta sarà la fondazione, quest’anno, ad organizzare la “Ghilarza Summer School – Scuola internazionale di studi gramsciani”, giunta alla terza edizione. Sino al 15 settembre quindici studenti, scelti con un concorso fra i ricercatori gramsciani di tutto il mondo, prenderanno parte a un ciclo di seminari di alta formazione. «Stiamo dando a questi giovani un metodo per studiare Gramsci – dice Gianni Francioni, coordinatore della scuola estiva –, sarà una vera e propria università gramsciana». Le lezioni saranno riservate agli studenti, ma saranno affiancate da un ciclo di conversazioni aperte a tutti, intitolato “Le parole di Gramsci”. Al centro dei progetti della Fondazione c'è soprattutto la trasformazione del Museo. Intanto domani sarà inaugurata una nuova mostra, curata dal pronipote di Gramsci, Luca Paulesu.

Paulesu ha già dimostrato la sua attenzione alla fase giovanile della vita di Gramsci e al suo rapporto con Ghilarza, con la biografia a fumetti “Nino mi chiamo”, e ora si è concentrato, con un lavoro di ricerca scientifica, sul recupero e l’analisi della raccolta di riviste che Gramsci teneva nella sua casa di Ghilarza. E se si pensa in grande, c’è bisogno di spazi adatti e la casa di Gramsci non può bastare, anche perché la sua natura di monumento nazionale la sottopone a vincoli restrittivi.

Proprio per questo la Fondazione e il Dipartimento di Architettura dell’Università di Cagliari hanno avviato una collaborazione che punta a estendere lo spazio coinvolgendo altri due edifici di proprietà della fondazione, l’ex sede del Pci, adiacente alla casa, e l’ex Pretura di Ghilarza. Obiettivo finale è quello di entrare nel Sistema museale regionale, che prevede numerosi requisiti fra i quali l’abbattimento delle barriere architettoniche.