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la nostalgia

Chitarra, basso, batteria, voce e qualche volta tastiere. Elettronica bandita per sonorità che hanno il gusto dei club che ancora non si chiamavano discoteche, della musica che stava cambiando con l’a...

Chitarra, basso, batteria, voce e qualche volta tastiere. Elettronica bandita per sonorità che hanno il gusto dei club che ancora non si chiamavano discoteche, della musica che stava cambiando con l’ambizione di cambiare il mondo. E quasi in ogni garage, in ogni cantina nasceva un gruppo. Anzi, una band. C’è un sapore nostalgico nel concerto che da sei anni Oristano ospita (con una parentesi per la trasferta a Santa Giusta, lo scorso anno) sotto il marchio “Quelli degli anni ‘60-‘70”. Il gusto un po’ perduto per la musica fatta da chi sapeva veramente suonare e che era diventata un fenomeno di massa. Sul palco di piazza Eleonora, ieri sera, davanti a tanti spettatori che hanno applaudito convinti, perdonando anche qualche incertezza o qualche incrinatura della voce, si sono esibiti i “Caos calmo” e i “Km 0” di Bosa, “La Corte dei miracoli” di Arbus, i sassaresi “Gli Eredi” e gli oristanesi “Bna” e “Sine Dubio-Progetto Salis”, che del gruppo Salis&Salis ripropongono il repertorio, forti della presenza tra gli elementi della band di Tonietto Salis, protagonista insieme al fratello di una stagione d’oro della musica isolana. Ospiti della serata “I Vaghi”, cover band di Sanluri che ripropone i successi dei Beatles.

E così tra “Ticket to ride” e “Please please me”, tra “While my guitar gently weeps”e “Have you ever seen the rain”, passando attraverso alcune delle canzoni italiane che hanno segnato il cambio di un’epoca, il pubblico ha riassaporato il gusto di quelle canzoni sconosciute ai diciottenni di oggi, ma che per quelli con i capelli radi e grigi e con un po’ di pancetta sotto le camicie attillate, sono state vicine e intime, quasi come amiche, confidenti e amanti.