Gazale all’Arena con l’amico Bocelli

Il baritono sassarese protagonista a Verona alla Celebrity Fight Night Italia, serata benefica promossa dalla famiglia del celebre cantante

Lirica, musica, danza, solidarietà e 400 artisti dal vivo supportati dall’Orchestra e dal Coro dell’Arena di Verona sono questi gli ingredienti vincenti che hanno reso memorabile “la notte di Andrea Bocelli” in Arena appena conclusa. L’evento clou della “Celebrity Fight Night Italia”, maratona filantropica promossa dalla famiglia Bocelli alla sua quinta edizione, ha catalizzato l’interesse del pubblico con un successo superiore ad ogni previsione. Oltre 14mila persone hanno gremito l’arena e l’evento trasmesso su Raiuno ha avuto uno share di oltre 4 milioni di spettatori.

A decretare l’ottimo impatto mediatico un red carpet da brivido che ha messo insieme accanto a volti noti del cinema italiano, star hollywoodiane e grandi nomi della danza e del bel canto internazionale. Tra questi Richard Gere, Morgan Freeman, Luisa Ranieri, Michele Placido, Valeria Golino, Catherine Deneuve, Flavio Insinna, Sergei Polunin, Isabel Leonard e Leo Nucci. Tra gli ospiti di Bocelli anche il baritono sassarese Alberto Gazale che già da tempo collabora con il tenore toscano e ha partecipato negli ultimi anni a numerosi progetti filantropici promossi dal “Andrea Bocelli foundation”. «Vedere l’Arena gremita oltre il sold out per uno spettacolo che rende omaggio alla lirica - dice Gazale - è un’emozione difficile da spiegare a parole. Andrea Bocelli è riuscito in un’operazione enorme che va oltre l’importante finalità umanitaria. Tutti noi abbiamo aderito con entusiasmo sapendo che il ricavato della serata andrà a finanziare la ricostruzione nelle zone terremotate. Tutti noi ci siamo vestiti truccati e siamo andati in scena con questo obiettivo in testa. Ma il successo di questa serata ha anche un importante valore aggiunto perché il format che Andrea ha realizzato, questo suo “racconto” dell’opera lirica, cucito insieme con sensibilità attraverso la messa in scena delle sue arie più belle, costruito come fosse un film e pensato per i ritmi televisivi è arrivato anche al pubblico del piccolo schermo. Questo tipo di show é necessario al giorno d’oggi per riportare il bel canto tra la gente. C’è sempre stata una forte resistenza nel mondo dell’opera a procedere in questa direzione e spesso si è creduto che per “modernizzare” l’opera si dovessero creare ambientazioni contemporanee e far indossare impermiabili agli artisti in scena invece delle cappe e degli abiti d’epoca. Credo invece che ciò che si deve fare, sempre più spesso, per sostenere la lirica siano operazioni come questa sperimentata all’Arena. Lo show di Bocelli nel rispetto della drammaturgia e dell’essenza dell’opera lirica è riuscito ad esaltare la sua immortale bellezza».

Andrea Bocelli, circondato da 43 vigili del fuoco canta “E lucean le stelle”, inizia così la serata all’Arena. Ogni vigile rappresenta una delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi a Genova che gli artisti sul palco vogliono così ricordare. La lirica dentro l’attualità, dentro il mondo di oggi, simbolo dei valori di un’intera nazione, della solidarietà tra popoli. L’opera classica diventa in questa operazione emblema di una tradizione antica che resta viva nella contemporaneità al passo con i tempi e con la tecnologia. “Nessun Dorma” da Turandot, “Donna è mobile” da Rigoletto. A fare da sfondo alle arie celebri interpretate da Bocelli scenografie di grande impatto e scene corali da colossal cinematografico come nel grandioso “Va Pensiero” dal Nabucco e nel più famoso brindisi della storia: “Libiamo” da Traviata che ha chiuso tra gli applausi il grande show di Bocelli.

Nella versione televisiva immagini riprese dall’alto con un drone regalano al pubblico l’ impatto visivo e sonoro di un applauso che esplode da 14mila persone riunite nel più grande teatro all’aperto del mondo. «Milioni di spettatori hanno visto lo spettacolo in tv - conclude Gazale -, segno che la lirica riesce a conquistare il pubblico anche nella temutissima prima serata. I dirigenti Rai erano sorpresi e al tempo stesso euforici per questo risultato. Questo ci incoraggia, noi proseguiremo per questa strada. Ho conosciuto Andrea più di dieci anni fa e ho sempre appoggiato i suoi progetti. Da poco abbiamo inaugurato il Puccini festival, abbiamo lavorato insieme per il concerto ad Assisi sempre per la Rai e poi San Pietroburgo, Atene, Busseto, Istanbul. La speranza è che ci sia in futuro sempre più spazio per la lirica anche in televisione e che il nostro impegno artistico, oltre l’intrattenimento, serva anche ad aiutare là dove c’è bisogno».
 

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