Dai retabli ai murales uno straordinario patrimonio di bellezza

Al via la nuova collana “I tesori nascosti della Sardegna”. In edicola il primo volume, tutto dedicato all’arte

Con la prima uscita, I tesori dell’arte, comincia domani uno straordinario viaggio tra “I tesori nascosti della Sardegna”, una collana di dodici volumi inediti per esplorare ogni angolo dell’isola.

Se sessant’anni fa Marcello Serra dava alle stampe il suo Sardegna, quasi un continente, titolo emblematico di un luogo ormai comune che offre ogni sorta di paesaggio, la collana della Nuova si spinge oltre affermando che la Sardegna è più di un continente. Non c’è forse l’America nei tacchi e nei canyon dell’Ogliastra, con le sue suggestioni da Far West? Non ci sono forse i colori dei mari d’Oceania tra le isole dell’arcipelago di La Maddalena? Non si respira forse Africa, tra le dune desertiche di Piscinas ad Arbus? E oltre la natura, non rimanda forse all’Asia Occidentale l’altare preistorico di Monte d’Accoddi, a Sassari, affine alla ziqqurat di Anu nell’antica città di Uruk? E Alghero, la “Barceloneta”, così diversa dagli altri centri sardi, pur riportandoci in Europa non ci fa sentire forse in Spagna, con la sua iberica morfologia urbana e la sua lingua catalana?

Tutti i volumi, in edizione di pregio, avranno a corredo un ampio apparato iconografico, centinaia di fotografie per corrispondere allo sguardo, in modo immediato, le descrizioni. Nel primo volume sui tesori dell’arte, che sarà in edicola dopodomani a 8,70 euro oltre il prezzo del giornale, saranno caratterizzanti i retabli, ma al contempo non mancheranno elementi inattesi come i dipinti di Giuseppe Dessì, ben noto nella sua veste di scrittore, ma davvero poco conosciuto come artista. “I tesori dell’arte in Sardegna” – e sullo stesso modello i successivi – sarà suddiviso in otto capitoli corrispondenti alle aree geografiche delle province in essere dal 2005 al 2016. Si partirà quindi da quella di Sassari e si proseguirà con Gallura, Nuorese, Oristanese, Ogliastra, Cagliaritano, Sulcis Iglesiente, Medio Campidano. I singoli capitoli si avvieranno con i relativi capoluoghi e comprenderanno box tematici per focalizzare l’attenzione su determinati aspetti o curiosità. Al termine del percorso geografico, inoltre, si troveranno due appendici: “In letteratura”, bibliografia argomentata per entrare nello spirito dei luoghi, e “Storia di parole”, glossario di termini sardi o italiani rappresentativi del tema trattato nel volume. Si è scelto di escludere le opere custodite all’interno degli edifici sacri – di cui si parlerà in un volume successivo della collana, “I tesori dell’architettura sacra” – e concentrarsi sulle pinacoteche, le gallerie d’arte, le sculture sparse tra le vie e le piazze, così come i caratteristici murales, apparsi nell’isola per la prima volta esattamente mezzo secolo fa, dando vita, nel corso del tempo, a veri e propri musei a cielo aperto.

Al primo seguiranno, ogni venerdì, altri undici volumi: Le meraviglie naturali, dove alle spiagge più consumate dall’uso turistico si alterneranno le montagne, la fauna e la flora endemica dell’immenso patrimonio forestale, le gole e i tacchi; I tesori della tradizione, con le manifestazioni più note, come la Sartiglia di Oristano, o meno popolari ma altrettanto affascinanti, come Sa cassa de s’acchixedda, “La caccia alla giovenca” di Guasila; I tesori dell’architettura civile, militare e pastorale, con i castelli, i fortini, i fari, gli stazzi galluresi, sas pinnettas; I villaggi scomparsi e i luoghi abbandonati, come Gairo vecchio e San Simone, ma anche il Lido Iride a Platamona; I tesori della Sardegna prenuragica, tra le antiche culture megalitiche più rilevanti del pianeta; Le grotte e le meraviglie sotterranee, nell’isola che vanta il sistema carsico più lungo d’Italia; I tesori dell’architettura sacra, come la basilica di Saccargia o i santuari campestri; I tesori della Sardegna nuragica da Barumini ai Giganti di Mont’e Prama; Miniere, cave dismesse e altri tesori dell’archeologia industriale, dal sud, nel Sulcis che ne è disseminato, con la splendida galleria di Porto Flavia che si affaccia sul Pan Di Zucchero, uno dei più bei faraglioni dell’isola a Masua, fino all’estremo nord, a Cava Francese, nell’isola di La Maddalena; I tesori della Sardegna punica e romana da Nora sino al tempio di Antas; I luoghi simbolo dei grandi sardi, edifici, piazze, aree ed elementi
naturali legati a personaggi noti, tra cui Antonio Gramsci, Grazia Deledda ed Emilio Lussu, o meno conosciuti fuori dal contesto isolano, come Ampsicora, Gavino Gabriel, Salvatore Cambosu, e ancora sardi di adozione, come Giuseppe Garibaldi, Fabrizio De André e Gian Maria Volonté.

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