I prodotti tossici usati nell'industria: "Complicit" vince al festival "Life After Oil"

Santa Teresa di Gallura, premiato il documentario realizzato in Cina nel 2017 da Heather White e Lynn Zhang

SANTA TERESA GALLURA. "Maestra, ma perché quella rete non l'hanno levata, se stavano fuggendo dalla guerra perché non l'hanno levata?" domanda una bambina di 6 anni, dopo aver visto il toccante cortometraggio "Are you volleyball?!" dell'iraniano Mohammad Bakshi. Presentato al festival di cinema indipendente Life After Oil nella sezione Diritti Umani, il film racconta di un gruppo di richiedenti asilo di lingua araba arrivati al confine di un Paese di lingua inglese, serrato da una rete metallica guardata a vista dai soldati. Attraverso la vivace "mediazione" di un bambino sordomuto, tra le due parti della rete nasce una relazione che si esplicita in una partita di pallavolo. Racconto semplice ma efficace, ha conquistato la platea studentesca che ha assistito alla proiezione in un inusuale silenzio. Assegnate ad "Are you volleyball?!" due menzioni speciali, una dal gruppo sassarese di Emergency, una da parte di una giuria di studenti teresini.

Il festival si è concluso sabato 22 con la premiazione, seguita da un concerto del chitarrista statunitense Freddie Bryant. Tra i documentari, tutti incentrati sull'approfondimento di temi ambientali, dallo sfruttamento delle risorse energetiche di natura fossile, agli squilibri del settore agroalimentare, alle problematiche della produzione industriale, ha vinto il premio di 500 euro, e la riproduzione di una testa dei giganti di Monte Prama, "Complicit" di Heather White e Lynn Zhang, realizzato in Cina nel 2017. Il filmato ha affrontato il tema della tossicità di molte sostanze utilizzate nella produzione industriale, e dei loro effetti sui lavoratori.

In questa sezione menzione speciale per "Bye Bye Bakken" di Federico Salvetti, indagine su metodi e conseguenze del tumultuoso aumento dell'estrazione di petrolio in Nord Dakota. Nella sezione Animazione la giuria, composta dagli studenti dell'Istituto professionale di Santa Teresa, ha assegnato il primo premio, un coltello artigianale di Pattada, a "iRONY" del malese Radheya Jegatheva. La motivazione: «L'animazione affronta il tema della rivoluzione delle comunicazioni nei suoi risvolti più drammatici, utilizzando una tecnica raffinata e una fotografia di forte impatto emotivo».

Per la sezione dedicata ai cortometraggi primo

premio all'indonesiano "Sigek Cokelat" di Ashram Shahrivar, docufiction di 15 minuti incentrata sul tema dello sfruttamento industriale dell'olio di palma, e del suo impatto negativo sull'ambiente e sulle persone. Nella stessa sezione menzione speciale al film kirghiso Tash K. (a.m.)

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