L’Italia sceglie “Dogman” per la notte degli Oscar

Il film di Garrone ispirato alla storia del “canaro” di Calasetta preferito di un soffio a “Lazzaro Felice”

ROMA. “Dogman” di Matteo Garrone è stata la scelta giusta o, almeno sulla carta, quella che ha più possibilità nella corsa per il miglior film in lingua straniera in una edizione degli Academy Awards, la 91/ma, che ha avversari temibili come “Roma” di Alfonso Cuaron. Designato a rappresentare il cinema italiano al premio Oscar per il miglior film in lingua straniera era di fatto quello più quotato alla vigilia. Anche se, tra i ben 21 candidati italiani (un vero record di sempre), sembra se la sia dovuta vedere con “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher che avrebbe battuto di un soffio.

La curiosità è che entrambi i film hanno avuto un riconoscimento in un festival internazionale come quello di Cannes che parla a loro favore per la loro appetibilità da parte di un pubblico non italiano: “Dogman” aveva visto premiato Marcello Fonte per la miglior interpretazione maschile, mentre “Lazzaro Felice” aveva vinto il premio alla sceneggiatura. «Ringrazio la commissione per aver scelto Dogman, regalandoci questa grande opportunità di cui siamo fieri e orgogliosi» si limita a commentare Garrone. «Il merito – aggiunge il regista – è anche dell'umanità di Marcello Fonte, della prova di Edoardo Pesce, e della passione che tutti abbiamo messo in questo progetto. Sappiamo bene che la “designazione” non è che il primo passo, e che la strada è lunga. Ma siamo felici di iniziare questo nuovo viaggio». Questa comunque la decisione presa stamani dopo molte votazioni dalla commissione, molto declinata in rosa, composta dalla giornalista Stefania Ulivi, i registi Maria Sole Tognazzi e Silvio Soldini, i produttori Maria Carolina Terzi e Marta Donzelli, il distributore Antonio Medici, lo sceneggiatore Enrico Vanzina, lo studioso e conservatore Gianluca Farinelli e il responsabile della Direzione cinema Nicola Borrelli. Crede ovviamente a “Dogman” , liberamente ispirato uno dei fatti di cronaca più efferati della storia di Roma (quello che vide il 18 febbraio 1988 Pietro De Negri, tolettatore della Magliana di origini sarde, torturare Ricci, suo persecutore seriale, in una gabbia per cani) Paolo Del Brocco di Rai Cinema che dice in una nota: «Il film è stato venduto già in oltre 40 Paesi e credo abbia tutte le caratteristiche per battersi con il cinema del resto del mondo. Matteo Garrone è uno dei cineasti italiani di maggiore talento, siamo pronti ad accompagnarlo con grande entusiasmo».

Infine, grande assente ingiustificato “Loro” di Paolo Sorrentino, doppio film ispirato alla storia politica e umana del leader politico
Silvio Berlusconi. Probabilmente alla Indigo non hanno creduto troppo all'impatto internazionale. Comunque bisognerà aspettare le nominations del 22 gennaio 2019 per sapere cosa accadrà davvero, mentre per la cerimonia finale sarà a Los Angeles domenica 24 febbraio 2019.



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