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Inesauribile Marmilla

Inesauribile Marmilla

Barumini e dintorni: caccia a siti  archeologici,  musei e antiche  abitazioni campidanesi

Il territorio economicamente più povero dell’intera isola secondo i dati Istat, probabilmente il più ricco in campo culturale. Uno scrigno che trabocca di siti archeologici che racchiudono al loro interno le testimonianze più reali e significative della millenaria storia dell’uomo in questo angolo di Sardegna. La bassa Marmilla non va conosciuta a distanza, libri, riviste e immagini televisive. Va visitata per potersi rendere conto di cosa contiene. Il fulcro è la reggia nuragica “Su Nuraxi” di Barumini, ma tutt’attorno, in un raggio di una ventina di chilometri, non di più, c’è tanto altro da visitare e ammirare, a cominciare nella stessa Barumini dove al nuraghe si aggiunge Casa Zapata. I principali siti sono rappresentati dall’area archeologica di Genna Maria a Villanovaforru con ricco museo etnografico, il castello medievale di Eleonora d’Arborea a Sanluri, l’area archeologica con santuario nuragico e pozzo sacro di Sant’Anastasia in pieno centro abitato a Sardara, il castello medievale di Las Plassas, la fortezza nuragica di “Su Mulinu” a Villanovafranca, le tombe dei giganti “Cuaddu e Nixias” a Lunamatrona, “Sa Dom‘e s’Orku” a Siddi, le domus de janas a Setzu. Ai siti archeologici si affiancano i tanti musei che valorizzano ancor più i monumenti di riferimento e della storia locale. Prezioso e da non ignorare, tutt’altro, il patrimonio d’architettura e di arte pittorica nelle chiese e in vecchie case padronali di prevalente periodo giudicale. L’intero patrimonio archeologico e museale è da qualche anno sotto l’egida della Fondazione Barumini Sistema Cultura che collabora con l’associazione “Comuni della Marmilla”, di cui fanno parte al momento Barumini, Las Plassas, Sanluri, Villanovaforru e Villanovafranca, nell’organizzazione di grandi eventi culturali. Attualmente, e fino al prossimo gennaio, nel centro culturale “Giovanni Lilliu” a Barumini è allestita una mostra con il racconto del territorio. Servirà, visitandola all’inizio di una visita in Marmilla, ad accompagnare alla scoperta e alla fruizione consapevole dei beni preservati nei musei e nei siti archeologici dei cinque comuni.

Arrivare nel cuore della cultura in Marmilla è di assoluta facilità, con il conforto di strade scorrevoli e ben tenute. La scelta dell’itinerario è soggettiva, il consiglio è quello di fare prima una tappa nel centro culturale “Giovanni Lilliu” di Barumini che con la sua mostra potrà essere di grande aiuto, oltre che arricchire le conoscenze. Poi sarà tutto a portata di mano. Dalla statale 131, allo svincolo di Sanluri Villasanta, ci si inserisce sulla statale 197 per Furtei-Villamar-Barumini. Lo svincolo per chi proviene da Cagliari è fra Serrenti e Sanluri, poco prima della vecchia casa cantoniera dell’Anas. Arrivando invece da Oristano si percorre il viadotto della Carlo Felice fra Sanluri e Villasanta, seguendo l’indicazione Samassi-Barumini, per poi prendere la 197 in direzione Villamar. Con 25 chilometri di buona strada prevalentemente rettilinea, si attraversano i centri abitati di Villamar e Las Plassas. Sulla sinistra, all’ingresso di quest’ultimo piccolo centro, la caratteristica collina con in vetta le mura dell’antico castello feudale, a cui si accede con una stradina che scorre attorno al colle. Qualche chilometro ancora ed ecco Barumini. Sempre sulla sinistra prima dell’abitato si comincia a intravvedere il sito archeologico della reggia nuragica. Svolta a sinistra seguendo le indicazioni e a mezzo chilometro, superato la struttura del Centro Culturale “Giovanni Lilliu”, ecco in tutta la sua maestosità il complesso nuragico “Su Nuraxi”, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Si consiglia un biglietto cumulativo che consente la vista guidata dell’area nuragica, di Casa Zapata e del museo nel Centro culturale (Centro Lilliu, www.fondazionebarumini.it, 070 9361041, email: prenotazioni@fondazionebarumini.it). I numeri sulle presenze parlano chiaro: “Su Nuraxi” si è confermato nel 2017 il sito più visto in Sardegna con 88.873 presenze rispetto alle 81.217 del 2016. La visita nei tre siti di Barumini richiede tre-quattro ore.

Quasi impossibile concludere in una sola giornata l’itinerario culturale della bassa Marmilla. Non si riuscirà a vedere tutto, meglio una visita in più giorni. Da non perdere assolutamente il castello di Eleonora d’Arborea a Sanluri, l’area sacra di Sant’Anastasia a Sardara, e il complesso archeologico
di Genna Maria a Villanovaforru, il Museo del Territorio fra Villanovaforru e Lunamatrona. Da qui sarebbe possibile salire sulla Giara di Siddi con una seggiovia, l’unica in Sardegna, di oltre un chilometro. Costata un miliardo e 700 milioni di vecchie lire, non è mai entrata in funzione.

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