Valerio Scanu: «La mia carriera in un mondo d’amore»

Il cantante maddalenino parla del suo nuovo album “Dieci”

SASSARI. Un album fatto interamente di canzoni d’amore per celebrare dieci anni di carriera. Valerio Scanu, maddalenino doc, secondo artista solista sardo a vincere il festival di Sanremo (era il 2010, l’anno dopo il trionfo di Marco Carta, e propose il brano “Per tutte le volte che”) torna alla ribalta in questi giorni con un nuovo disco dal titolo “Dieci”, appunto. «Spesso ci chiediamo come siamo arrivati a essere quelli che siamo – racconta Valerio – ma basta guardarsi indietro per capirlo. Siamo la somma delle nostre esperienze ovvero siamo ciò che ci è successo nella vita, ciò che abbiamo voluto far succedere, le nostre scelte, i nostri amici, i nostri amori, la nostra famiglia, i nostri incontri. Oggi sono il frutto della mia vita passata, il risultato di questi anni».

Che Valerio Scanu, appena ventottenne, si senta già arrivato? Assolutamente no. «Ho ancora tanti obiettivi da raggiungere – spiega – e so che sarà dura, ma non mi lascerò sopraffare dalla paura. La musica ha sempre fatto e farà sempre parte di me e questo album è l’ennesimo mio sogno realizzato, spero possa diventare colonna sonora delle future “esperienze” del mio pubblico».

L’album – composto manco a dirlo di dieci tracce – ha un unico filo conduttore: l’amore. «L’amore ha tante forme differenti, tanti volti – precisa il cantante maddalenino –, così tante sfaccettature che la nostra fantasia non basterebbe a immaginarle tutte. Non è soltanto quel sentimento che ci lega a un’altra persona, è qualcosa di più. È un’attitudine da cui scaturisce la nostra visione del mondo, il modo con cui ci rapportiamo con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda». I testi del disco, a cominciare dal brano “Inciampando dentro un'anima” sino a “Il tempo non cancella” e passando per “Paradiso e inferno”, “Maledetta distanza”, “Infrangibile” e ancora “Ed io” sono scritti da giovani e talentuosi autori. «In questo album, ho scelto di affidarmi a persone così – rivela Scanu –. Volevo fare la mia musica ma con il loro punto di vista, ho preannunciato semplicemente che sarebbe stato l’album per i miei dieci anni di carriera. Desideravo si sentissero liberi di esprimersi e raccontarmi, senza vincoli, congetture, stereotipi o accordi editoriali. Del resto ho
davvero fatto sempre il tifo per la serietà, per l’umiltà, per l’impegno e sono soddisfatto».

Ma come si vede Valerio Scanu tra altri dieci anni? «Eh, come m’immagino tra dieci anni lo scriverò in foglio da chiudere in un’ampolla che riaprirò al fine di questo tempo».



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