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Vindice Lecis: nel paese di Ospitone dove la casa costa un euro

Vindice Lecis: nel paese di Ospitone dove la casa costa un euro

Come una sorta di sequel narrativo che segue le lontane vicende di Ospitone, arriva la seconda opera di Vindice Lecis ambientata a Ollolai. Se nel primo romanzo dedicato al leggendario condottiero...

Come una sorta di sequel narrativo che segue le lontane vicende di Ospitone, arriva la seconda opera di Vindice Lecis ambientata a Ollolai. Se nel primo romanzo dedicato al leggendario condottiero barbaricino (Hospiton, Condaghes 2017) il giornalista ha voluto sottolineare le eroiche gesta della comunità che un tempo era capitale della Barbagia, ora con l’agile saggio “Ollolai e le case a un euro”, edito dalla stessa casa editrice, da attento e curioso osservatore qual è ha voluto raccontare la vicenda che ha portato il paese a mille metri a divenire il centro focale di un progetto che ha avuto una evoluzione inattesa quanto insperata. Lecis ricostruisce minuziosamente come è nata la vicenda delle case a un euro di Ollolai, di cui analizza la situazione socio economica, sottolineando come il progetto sia stato accolto e ben assorbito da una comunità che ha dimostrato tanta coesione e apertura verso nuove culture. L'obiettivo dello scrittore è dunque quello di fornire al lettore gli strumenti per capire se questa “trovata” di vendere case a un euro in un paese del centro Sardegna, nel cosiddetto buco della ciambella dell’isola dove le parole negative “spopolamento” e “abbandono” sono costanti quotidiane, sia la medicina utile a curare un malato grave.

Probabilmente no, se l’idea non fosse stata accompagnata dall’atteggiamento della comunità guidata dal primo cittadino Efisio Arbau, che funziona ancora secondo il principio della reciprocità, sentimento che ha le sue radici nella cultura pastorale. Nel paese i ritmi lenti, il tessuto di relazioni, l’attenzione alla qualità della vita hanno rappresentato il vero attrattore per le cinque coppie di olandesi accasate in Barbagia, in particolare per Ovan e Marije, che dichiarano a Lecis di aver riconosciuto nel paese quell’appartenenza e quella identità difficile da trovare nel resto del mondo.

Sono tanti i punti di vista che lo scrittore decide di ascoltare, e non solo quelli della comunità che ora espone cartelli in inglese all’ingresso dei suoi locali commerciali.

Ma nel libro trovano spazio anche le impressioni
di «quelli di fuori», proprio per completare quel quadro che è ancora in profonda evoluzione e che non si è assopito con i fuochi di questa edizione autunnale di Cortes Apertas, durante la quale nel paese era possibile fare il tour delle case a un euro con traduttore inglese simultaneo.

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