Nuoro, enogastronomia e letteratura per scoprire due premi Nobel

Il 10 dicembre un convegno dell’Isre su Grazia Deledda e Dario Fo Sette giorni più tardi un incontro dedicato al cibo identitario della Sardegna 

NUORO. Letteratura e cibo sul solco dell’identità. Due convegni celebrano prima il 10 e 11 dicembre Grazia Deledda e Dario Fo in un singolare ma accattivante connubio, poi l’universo davvero variegato e ricco del cibo tradizionale dell’isola. Tutto sulla regia dell’Istituto superiore regionale etnografico che si proietta su nuove sfide. Si inizia così il 10 dicembre nella “Giornata deleddiana”, che si terrà per ricordare il giorno dell’attribuzione del premio Nobel a Grazia Deledda, con un convegno di due giorni (direttore artistico Francesco Muscau) quando, per la prima volta, la figura della scrittrice nuorese viene celebrata e approfondita insieme a un altro grande autore della letteratura italiana: Dario Fo.

L’appuntamento dal titolo “Oralità narrativa, cultura popolare e arte: Grazia Deledda incontra Dario Fo”, si terrà all’auditorium dell’Isre ed è stato curato della professoressa Cristina Lavinio. Ieri nella biblioteca dell’Isre è stato presentato sia questo evento che il secondo convegno “Cibo identitario della Sardegna” - Territori, tipicità e tradizionalità in cucina: ricette e menu”, in programma il 17 dicembre. Sarà dunque una due giorni che vedrà la partecipazione di esperti a livello internazionale, alcuni specializzati sulla figura di Grazia Deledda (Luciano Marrocu, Paola Pittalis, Cristina Lavinio su tutti) e altri sul profilo di Dario Fo. In programma due performance, a chiusura di ogni serata: “Matti per un giorno”, di Paolo Puppa, e “Affabulando con Grazia”, dell’attore Mario Pirovano.

«Cercheremo le parole chiave che possono permettere un accostamento tra Deledda e Fo, per similarità e differenza», ha detto Lavinio. Giuseppe Pirisi, presidente dell’Isre, ha invece rimarcato come i due eventi rientrino in un progetto molto più ampio dell’istituto, teso a portare avanti la sua mission storica con nuovo slancio e anche in quest’ottica va letta l’acquisizione di due immobili vicino a Casa Deledda destinati ad ampliare e migliorare l’attuale offerta di servizi.

Dalla letteratura e dal teatro da Nobel si passa al cibo come elemento identitario, nell’ottica di una conservazione di un bene prezioso. In pratica la memoria enogastronomica del territorio. Per questo il convegno del 17 dicembre, (bella la grafica di Raffaele Piquereddu), sarà un incontro dedicato a scoprire il significato del cibo come prodotto culturale, veicolo di identità individuali e collettive, oltre che come risorsa commerciale.

Il nome del convegno prende il titolo da un accurato lavoro di ricerca, tuttora in corso, condotto dall’antropologa Alessandra Guigoni con il supporto di Serafina Tandeddu, portata avanti in tutta l’isola per conto dell’Isre. Attraverso lo studio sono state finora scoperte e trascritte quasi quattrocento ricette tradizionali sarde. Durante il convegno verranno illustrate le più interessanti, con ingredienti e modalità di preparazione, arricchendo la narrazione con notizie letterarie, storiche ed etnografiche legate alla preparazione dei cibi.

«Un elemento prezioso – spiega Alessandra Guigoni – sarà rappresentato dalle ricette storiche, risalenti a più di cinquanta o addirittura cento anni fa, alcune delle quali presenti nel libro di cucina di Giovanni

Vialardi, Capo di cucina dei re Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II». L’esito del ricettario è la messa a punto di menu, suddivisi per aree, che potranno essere adottati nei ristoranti e avere il bollino di qualità Isre che ne attesta l’autenticità e la tradizionalità.
 

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