«Suono sogni di libertà e giustizia»

Il jazzista parla del cd “Danse Mémoire Danse”, con Di Bonaventura e il gruppo “A Filetta”

SASSARI. La storia di Aimé Cèsaire, poeta, drammaturgo e politico originario della Martinica (isola delle Antille Dipartimento d’oltremare di Parigi), formatosi alle grandi scuole della Repubblica di Francia, affiancata a quella – altrettanto esaltante – di Ghjuvanni Nicoli, nato tra Bonifacio e Ajaccio, in Africa negli anni Venti e poi tra i capi della Resistenza corsa durante la Seconda guerra mondiale, tanto da essere stato decapitato dall’Ovra, la polizia segreta fascista. Cèsaire e Nicoli, due comunisti legati dalla stessa passione per la propria etnia, per il Continente nero e per la difesa degli oppressi. Due uomini veri che ora sono stati d’ispirazione per un’opera corale stupenda. A sette anni dall’uscita di “Mistico Mediterraneo”, l’album gioiello con cui il trombettista di Berchidda Paolo Fresu e il bandoneonista marchigiano Daniele Di Bonaventura stupirono il mondo mescolando i loro strumenti con il canto polifonico corso, ecco che arriva “Danse Mémoire Danse”, secondo capitolo di questa virtuosa collaborazione con il gruppo “A Filetta”, una delle più note formazioni musicali dell’isola con un solo moro nella bandiera.

Si tratta di un altro piccolo capolavoro, stavolta pubblicato con l’etichetta Tùk Music (quella fondata da Fresu), nella sezione Tùk Voice, dedicata alle voci. Quattordici tracce da ascoltare attentamente, anche perché i testi sono l’esemplificazione fatta da autori contemporanei del pensiero politico e filosofico dei due personaggi al centro del disco. La tromba e il flicorno di Fresu, così come l’organetto di Di Bonaventura, si mescolano delicatamente e alla perfezione con le voci di Jean-Claude Acquaviva, Paul Giansily, François Aragni, Stéphane Serra e Maxime Vuillamier, al punto che questa sinergia sembri assolutamente naturale e non “soltanto” il risultato di un esperimento molto ben riuscito.

«In effetti – spiega lo stesso Paolo Fresu – “Danse, mèmoire danse” è la naturale prosecuzione del primo progetto e suggella e rafforza un rapporto umano e artistico tra Corsica e Sardegna. E’ un disco politico e di denuncia. Attraverso le personalità di un intellettuale della Martinica, Aimé Cèsaire, e di un modesto istitutore e militante comunista corso, Ghjuvanni Nicoli, i testi in lingua corsa raccontano di Africa, di colonialismo, di lotta fascista e di negritudine. Temi di oltre settant’anni fa ma oggi incredibilmente attuali e contemporanei». Ma può davvero la musica riflettere sulla storia e la società? «La risposta è sì – risponde il musicista sardo –, se gli uomini, come nel caso di quest’opera in musica si raccontano attraverso i testi e le note appositamente commissionati a compositori e intellettuali».

L’impegno politico e civile ha acquistato una presenza sempre più rilevante nella visione dell’etichetta Tùk Music. E con questo album, corsi e italiani, polifonisti e jazzmen concorrono a mettere in risalto gli ideali ma anche
i sogni di tali “principi dei nembi” – per citare Charles Baudelaire – proponendo una musica meticcia che non appartiene a nessuno perché, appunto, è di tutti. La copertina di “Danse, mèmoire danse” è firmata dal celebre illustratore Antonello Silverini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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