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Gallura bella d'inverno, da Palau a Tempio

Gallura bella d'inverno, da Palau a Tempio

Anche in questi giorni, quando il trenino verde riposa, si possono percorrere gli stessi tragitti in auto alla scoperta del volto inedito di una regione affascinante. Sant’Antonio, Luras, Calangianus e Aggius. Lungo le strade di natura, archeologia e tradizioni

Dalla primavera all’autunno si può vivere un’emozione unica, partendo dalla Costa e arrivando all’interno per scoprire i tesori dell’Alta Gallura, col trenino verde e con una gita in battello sul Liscia. Un territorio ricco di arte, natura e tradizioni che può essere vissuto anche d’inverno. E se non ci sono i mezzi a disposizione? Nessun problema, basta avere una macchina e un giorno libero per arrivare in Alta Gallura dal mare. Il trenino verde parte da Palau e arriva a Tempio, un percorso per respirare aria d’altri tempi. Una gita unica dove il verde incontra l’azzurro del cielo e del lago del Liscia, i colori si fondono e danno vita a linee ispide ma mozzafiato, dove i colori riflettono il cielo e riempiono gli occhi di gradazioni di smeraldo e turchese. Una giornata che unisce natura, archeologia e tradizioni e che tocca Sant’Antonio, Luras, Calangianus e Tempio. Per chi avesse più tempo, ci sarebbe la possibilità di allungare verso Aggius.

Si parte da Palau in direzione Tempio, si può fare tappa ad Arzachena e, successivamente a Sant’Antonio di Gallura dove si può costeggiare la strada che da sul lago del Liscia. In paese si può visitare il belvedere Lu Naracu, l’area di Li Fichi Cani dove passa il trenino verde sul lago del Liscia e dove ci si può fermare per uno spuntino o un pic-nic, il parco di San Giuseppe e tanto altro, attraversando il centro (chiesa parrocchiale, parco di San Giacomo, la sorgente e Lu pulteddhu di Santu Santinu, la Casa a Palazzu). Il viaggio potrebbe continuare in direzione degli olivastri millenari (olivi selvatici) di Luras, dall’altra sponda del lago, che si trovano nella valle del Karana. Uno di essi, il più grande, ha circa 4mila anni di vita ed è stato dichiarato monumento naturale negli anni ’90. Un altro esemplare, invece, poco distante, sfiora i 2500 anni di vita. In questa stagione, il sito è fruibile gratuitamente. Nei mesi primaverili ed estivi si aggiunge un servizio di visite guidate proposto dalla cooperativa di giovani “Mas que nada”. Un salto è d’obbligo a vedere la paratia della diga, quest’anno colma d’acqua, viste le copiose precipitazioni. L’escursione può continuare nel paese di Luras per visitare il suo centro storico con i palazzi di pregio, i quattro dolmen che si trovano nella periferia del paese (Ladas, Ciuledda, Billella e Campos). Oggi, è previsto, nel pomeriggio il Mercatino di Natale con 25 stand di artigianato artistico, prodotti enograstronimici e il concerto della Banda musicale di Tempio e Babbo Natale (dalle 16). Su prenotazione apre la Collezione Forteleoni di sughero. Aperto sempre, invece, il museo Galluras, “Museo della Femina Agabbadòra”. In caso fosse chiuso basta chiamare ed entro pochi minuti arriva una guida. Nel museo di via Nazionale si può ammirare, tra le altre cose, il martello della Femina Agabbadòra, la donna che praticava l’eutanasia su malati terminali che ha ispirato libri, documentari e film. In tre piani, si potrà fare un tuffo nel passato tra utensili e oggetti che vanno dalla fine del 1400 al XX secolo.

A tre chilometri da Luras c’è Calangianus che ha due musei: quello diocesano di arte sacra nell’oratorio del Santo Rosario e quello del Sughero. Per entrambi bisogna prenotare.

Il viaggio continua alla volta di Tempio Pausania dove si possono vedere le opere di Biasi alla Stazione Ferroviaria, il centro storico e fare una capatina al maestoso Nuraghe Majori, a pochi chilometri dalla città (in questa stagione si deve prenotare la visita, possibilmente un giorno prima). In centro, invece, ci sono diversi musei, come quello dedicato al grande tenore Bernardo De Muro e alle auto d’epoca. Chi va a Tempio non può non fare una sosta a piazza Faber (dedicata a Fabrizio de André) con le vele disegnate da Renzo Piano.

Se la giornata ancora lo permette, si può allungare di sette chilometri ed andare a vedere Aggius o tornarvi il giorno dopo. In paese c’è il museo a cielo aperto, quello del Banditismo e il Meoc (etnografico).

Ripercorrere la rotta del trenino verde (da Palau a Tempio) si può anche in macchina, decidendo i tempi per le soste in ogni paese che si attraversa. Se non dovesse bastare un solo giorno si può approfittare del fine settimana
e dormire in uno dei centri: b&b, case vacanza, hotel, affittacamere di certo non mancano, come non mancano bar e ristornati. Basta solo stare attenti e controllare se ci sia la disponibilità anche a pranzo o il fine settimana. L’Alta Gallura è uno scrigno di tesori da scoprire.

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