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Oggi al Miramare di Alghero “Arrivederci Saigon” di Daniela Santerini

SASSARI. Il Sessantotto, l’anno che ha cambiato la storia del Novecento. Nella ricorrenza del cinquantenario la Società Umanitaria di Alghero, come sempre attraverso il cinema, ne ricorda alcuni...

SASSARI. Il Sessantotto, l’anno che ha cambiato la storia del Novecento. Nella ricorrenza del cinquantenario la Società Umanitaria di Alghero, come sempre attraverso il cinema, ne ricorda alcuni avvenimenti sconosciuti o dimenticati. Il breve ciclo di proiezioni, iniziato lunedì, si conclude oggi (alle 18.30 al Miramare) con l’appuntamento più atteso: “Arrivederci Saigon” passato per l’ultima Mostra di Venezia. Il documentario, diretto da Wilma Labate, racconta l’incredibile storia della band femminile Le Stars nel Vietnam del 1968.

A presentare il film Daniela Santerini, la tastierista originaria di Pontedera che dal 1974, quando ormai il gruppo formato tutto da musiciste toscane si era sciolto, vive in Sardegna. Per decenni ha combattuto per far conoscere questa storia. Lo stesso documentario nasce dal suo libro “Choi-oi!” (Oh mio Dio in sudvietnamita), basato sul diario tenuto all’epoca, in cui si è imbattuto per caso lo scrittore Giampaolo Simi che ha poi coinvolto la regista Wilma Labate.

Rossella Canaccini (cantante), Viviana Tacchella (chitarrista), Franca Deni (bassista), Manuela Bernardeschi (batterista). Daniela Santerini, che all’organo completava la formazione, le chiama ancora bimbe. Come allora. Hanno intorno ai vent’anni, Rossella è ancora minorenne, quando nel 1967 iniziano a suonare insieme a Piombino. «Studiavo pianoforte – racconta Daniela Santerini – quando sono venute a cercarmi e la mia vita è cambiata. Suonavamo cose che io, con la mia formazione classica, non avevo mai sentito. Soul e rhythm and blues. James Brown, Wilson Pickett, Aretha Franklin». Le Stars si esibiscono così con i Pooh agli inizi, aprono concerti di cantanti già affermati come Patty Pravo finché nell’autunno del 1968 ricevono l’offerta di una tournée in Estremo Oriente.

Secondo il programma che conoscono devono viaggiare in vari Paesi, con una breve tappa a Saigon. Solo arrivate lì scoprono che il contratto parla di tre mesi in Vietnam. «Ne abbiamo passato di tutti i colori», sottolinea la musicista. Ma l’avventura nel Sud-est asiatico ha lasciato a Daniela Santerini anche ricordi belli. «Ci siamo esibite tanto nelle basi statunitensi e facendo musica nera, che soprattutto i soldati della comunità afroamericana apprezzavano, abbiamo imparato veramente cosa fosse il soul».

Dopo il Vietnam Le Stars continuano il loro percorso sino al 1972. «Siamo state un anno alla Rca, ma poi il direttore Melis, di origine sarda, ci ha detto che voleva solo la cantante. Il gruppo si è sciolto. Avevamo anche registrato dei brani, ma nessuno sa che fino abbiano fatto». Pochi anni dopo la vita porta Daniela Santerini in Sardegna. Prima a Sassari, poi a Domusnovas, a Carbonia dove ha fondato il Centro artistico Le Muse, ad Alghero, dove ha diretto una scuola di musica, e ancora a Sassari. Oggi vive a Monte Oro. Continua a fare lezioni di piano e ha pubblicato diversi libri:
“Il linguaggio musicale”, “Il cerotto”, “La musica nel cuore”. Tutti con Youcanprint, come la nuova edizione di “Choi-oi!” che racchiude il suo diario dal Vietnam. Dove non è mai tornata. «Ci ho pensato, ma voglio tenere nella mente e nel cuore quello che ho conosciuto cinquant’anni fa».

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