A Olbia Capodanno pop rock con il concerto dei Måneskin

In ventimila per seguire la band romana lanciata nel 2017 da “X Factor” Per lo più giovanissimi, ma sul Lungomare non sono mancate le famiglie

OLBIA. Non è la gara a chi fa il capodanno più bello, ma Olbia può dirsi più che soddisfatta, senza se e senza ma. Diversi anche gli eventi collaterali, vero, ma a fare da calamita non poteva che essere il concerto della giovane band. Al molo Brin, i giovanissimi e le famiglie olbiesi erano quasi tutti in prima fila, ma tra i presenti molti sono arrivati dal nord al sud della Sardegna. Tempio, Sassari, Nuoro, Oristano, Cagliari, e tanti paesi limitrofi. Una affluenza di 20mila persone. Rischiava di finire oscurato, invece anche il party di Vida loca, andato in scena dopo la mezzanotte, ha tenuto sotto al palco migliaia di persone sino a notte fonda.

Petrarca aveva la sua Laura, i Måneskin hanno scelto Marlena. Ed è intorno a lei, personificazione della libertà, che si muovono molte delle canzoni che la band offre in pasto al mai fermo pubblico di Olbia. Il gruppo, formatosi pochi anni fa e salito alla ribalta con la partecipazione alla penultima edizione di X-Factor, è l’unico baluardo della musica pop rock all’interno delle classifiche musicali, ormai dominate da rap e trap. E allo stesso tempo non ha tardato a diventare bersaglio dello scetticismo di alcuni. Dopo i primissimi live dello scorso anno, con tacchi a spillo, calze a rete e acrobazie sul palco, da un po’ i Måneskin hanno deciso di mettere al centro unicamente la musica, e per la notte del 31 dicembre non hanno fatto eccezione. Concerto di circa un’ora e mezza, iniziato poco dopo le 22.20 e terminato poco prima la mezzanotte, venti canzoni, appena un paio di parentesi di parlato.

Il frontman, Damiano David, 19 anni, Victoria De Angelis al basso, 18 anni, Thomas Raggi alla chitarra, 17, e Ethan Torchio alla batteria, 18 anni: è forse nascosto proprio nella loro giovane età il segreto del successo. Il loro “Il ballo della vita tour”, figlio dell’album omonimo uscito ad ottobre per Sony music, è il punto d’unione tra i rimandi ai grandi della musica e le mode musicali attuali. La voce di Damiano è il vero punto di forza, che non disdegna l’utilizzo dell’autotune stile trapper, strizza l’occhio a una certa cadenza hip hop e risente dell’influenza reggae. “Are you ready?” è il brano di apertura al molo Brin, quasi un invito, poi “Fear for nobody”, “Immortale”, “New song” e “Morirò da re”, il primo vero momento di delirio. Tutte canzoni del loro repertorio, alla faccia di chi li attacca con la solita solfa che «Ma loro fanno solo cover». «E’ vero – ammette poi il frontman a metà concerto –, però concedeteci anche di toglierci le nostre soddisfazioni: la canzone che abbiamo appena fatto, la nostra versione di “Vengo dalla luna” di Caparezza, è disco d’oro». E partono con “Beggin” di Madcon. Tra le altre cover “Breezblocks” e “You need me”. Ma la più riuscita è effettivamente la rivisitazione del brano di Caparezza, molto apprezzata dal pubblico già durante la partecipazione al talent targato Sky.

La serata di Olbia ha rappresentato per i Måneskin anche una delle sfide più grandi: era il loro primo concertone di Capodanno, oltre che la prima volta nell’isola. E i ventimila del molo la “piazza” più grande con la quale hanno avuto che
fare. «Un anno fa potevamo soltanto sognare una cosa del genere», ha confermato Damiano David sul palco, prima di intonare “Lasciami stare”, canzone dal ritornello iconico: “Lasciami volare via”. Chissà cos’ha deciso Marlena, ma il pubblico di Olbia no, non sarebbe voluto tornare a casa.

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