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L'anno che vorrei: «Il 2019? Meno Rigoletti e più Alfredi»

L'anno che vorrei: «Il 2019? Meno Rigoletti e più Alfredi»

Il 2019 chiude la sua prima settimana. Come saranno questi prossimi dodici mesi? Quali le novità? Lo abbiamo chiesto a personaggi del mondo dello spettacolo, della tv e della cultura.‘‘Bianca Atzei:...

Il 2019 chiude la sua prima settimana. Come saranno questi prossimi dodici mesi? Quali le novità? Lo abbiamo chiesto a personaggi del mondo dello spettacolo, della tv e della cultura.

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Bianca Atzei: sempre

più talent per tutti

La cantante sta ultimando il suo ultimo lavoro: «Per me si apre un anno importante, finalmente esce il mio disco. Un lavoro di cui sono molto fiera molto diverso dal primo, sono cresciuta e sono felicissima, ci sono dei gioielli dentro con tante collaborazioni preziose tra cui quella con Gianluca Grignani. Auguro tanta felicità alla Sardegna, una terra che considero mia. Sicuramente il mio prossimo tour farà una tappa nell’isola. E poi auguro che in tv ci siano ancora tanti talent, perché sono una bellissima vetrina per i giovani artisti. Certo, bisogna crederci e lottare, se c’è la passione si arriva in fondo, non è semplice ma i “gavettati” con esperienza, quelli che hanno già calcato i palcoscenici si riconoscono subito, il talento viene sempre fuori. Tra gli artisti giovani che seguirò nel 2019 c’è Ultimo e sono felicissima abbia scritto per me una canzone come “Risparmio un sogno”. Nonostante sia giovanissimo ha un grande talento e sta facendo numeri davvero importanti. Le sue qualità di cantautore lo porteranno sempre più lontano e prevedo per lui un futuro roseo. Sto ascoltando anche Måneskin in questo giorni e devo dire che il loro brano è molto bello, una canzone che resta».

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Joe Perrino: aspetto

il meteorite

La voce rock della Sardegna non è ottimista: «Non ci meritiamo questo splendido pianeta. I potenti della Terra, da Trump a Putin alla Cina, non si oppongono al disastro ecologico. La gente comune nella maggioranza è disinteressata, ognuno pensa al proprio piccolo egoismo. I giovani seguono musicisti scadenti, sono solo interessati al look da seguire. A questo punto mi auguro un meteorite che ci estingua tutti quanti. Sono sconfortato, siamo cresciuti con altri miti e obiettivi, l’unico momento positivo è quando incontro i ragazzi con cui sto costruendo un programma tv in queste settimane. Con loro mi torna il sorriso, rivedo idee per il futuro non parole vuote, in questi pochi c’è ancora una luce di speranza».

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Mario Tozzi: la speranza

nel rapporto con la natura

Geologo, ecologo e divulgatore tv, per Mario Tozzi «l’anno che verrà deve far cambiare l’atteggiamento di chi non vuole vedere, il clima ci presenterà il conto. La salvaguardia delle specie non è nell’interesse del pianeta, la natura se frega dell’estinzione dell’uomo, è nell’interesse dell’umanità, che dobbiamo salvare l’orso polare o la tigre del Bengala. Ogni volta che un ecosistema muore il disastro si avvicina. Ecco perché sono sempre stato affascinato dal rapporto atavico di profondo rispetto della natura che hanno tantissimi sardi. A questo sentimento andava assegnato il riconoscimento di “Capitale della cultura” a tutta la Sardegna, anche per osteggiare i pochi che vanno dietro chi vuole svendere un’isola meravigliosa».

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Francesco Demuro: tra vita

reale e melodramma

Stella internazionale della lirica, il tenore di Porto Torres si augura: «Vorrei che l’anno prossimo si vedano in giro meno persone che si comportano come Rigoletto, il povero giullare prima rideva delle disgrazie altrui, era complice dei cattivi cortigiani, poi, quando la sua unica figlia viene coinvolta, chiede perdono, ma il destino gli presenterà un conto durissimo. Bisogna essere previdenti, non fare agli altri quello che non vorresti subire tu. Il mio amato Alfredo della Traviata, invece, e suo padre Germont riescono, alla fine, a pentirsi delle convenzioni sociali, dei preconcetti che uccidono l’amore. Nel melodramma finisce male, ma nella vita reale abbiamo sempre tempo per cambiare in meglio le nostre idee. Queste due storie ci insegnano tanto, amore e rispetto verso il prossimo e altruismo, in questo mondo c’è tanto bisogno di queste cose, viaggiando e stando a contatto con tanta gente penso spesso a quante persone incontro che concentrano la loro vita per raggiungere chissà quale obiettivo pensando solo a se stessi senza fermarsi mai un momento e pensare a cosa si potrebbe fare per gli altri. Altra cosa il rispetto, non esiste più soprattutto tra i giovani e verso gli anziani. Oggi mi capita spesso di cedere il posto magari in un metro a Parigi come di recente e vedere negli occhi dell’anziano lo stupore e l’incredulità di un gesto normale che oggi risulta essere una rarità, questo lo trovo assurdo e per questo cerco di trasmettere alle mie figlie questi valori. Dunque speriamo in un mondo più rispettoso e altruista ».

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Gesuino Nemus:

l’anno della grande “N”

Per il romanziere premio Campiello, presto tradotto in Francia il 2019 sarà: «L’anno del tedio della ripetizione senza speranza delle solite cose. L’anno della grande “N”: la Noia. Appartengo a quella generazione che ha visto quasi 40 governi, il pentapartito e l’esapartito. Siamo stati i primi a votare, pieni di speranze, a 18 anni. Non è mai cambiato niente, la gomma (che ritorna sempre al suo aspetto dopo qualsiasi impatto) è il simbolo dello spirito nazionale. Risentiremo le stesse promesse mai mantenute: sviluppo e porti franchi, continuità territoriale e allungamento della stagione. Poi ci si chiede perché il quaranta per cento degli italiani non va più a votare, è il tedio, il pessimismo cosmico leopardiano che ci tiene a casa. L’unica novità della politica è che si è persa la nobile arte di promettere bene. “Promettopoli” non funziona granché. Nella letteratura prevedo la solita infornata di noir e gialli, tutta roba che vende bene. L’assegnazione (con finta grande sorpresa e meraviglia) dei premi già decisi mesi prima che, in fondo, non stupiscono nessuno».

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Valerio Scanu: divertirsi

per divertire

Cantante e imitatore, vero animale da palcoscenico come pochi, per Valerio “squadra che vince non si cambia”. «Non prevedo grandi cambiamenti quest’anno nel mondo dello spettacolo e della tv. Io personalmente ho tanti progetti nuovi ma prima di parlarne bisogna concretizzarli al 100%. Ci saranno ancora tanti talent, una realtà diventata importante e irrinunciabile. Anche se “Amici” per esempio ha perso un po’ della sua natura. Ai miei tempi erano i ragazzi al centro del talent, tutto ruotava intorno a noi. Sono scelte autoriali e non sempre l’evoluzione porta cambiamenti positivi. Per quanto riguarda le ultime tendenze musicali io non amo il trap e non saprei giudicare, anche se alcuni testi hanno sicuramente una valenza importante. Io guardo di più il lato musicale di una canzone. Il pop internazionale, la melodia e la musica bella esisteranno e saranno sempre richieste. Non cambierò nemmeno il mio look, mi piace così per ora, come continuerò a fare le imitazioni, perché mi piace farle e piacciono al pubblico. In fondo anche il segreto dello spettacolo non cambia: per divertire bisogna, prima di tutto, divertirsi».

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Andrea
Delogu: mi auguro di tornare in Sardegna

La condutrice radio-tv non se la sente di fare pronostici: «Auguro a tutti la serenità, tra una corsa e l’altra. A me stessa di tornare spesso in Sardegna e non perdermi nessun momento di distrazione».

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