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Il bello della contaminazione: Marino De Rosas ed Elva Lutza

Il bello della contaminazione: Marino De Rosas ed Elva Lutza

Sarà il teatro Civico di Sassari a ospitare stasera un doppio, prestigiosissimo appuntamento. Dalle 20.30 sul palco del Palazzo di Città (in corso Vittorio Emanuele II) l’etichetta discografica...

Sarà il teatro Civico di Sassari a ospitare stasera un doppio, prestigiosissimo appuntamento. Dalle 20.30 sul palco del Palazzo di Città (in corso Vittorio Emanuele II) l’etichetta discografica isolana Tronos presenterà in una serata esclusiva il chitarrista olbiese Marino De Rosas e il duo sassarese Elva Lutza con la cantante catalana Ester Formosa. De Rosas ed Elva Lutza presenteranno i loro dischi, “Intrinada” e “Cancionero”, pubblicati di recente. Marino De Rosas è considerato tra i più importanti chitarristi sardi contemporanei.

Di certo, è l’unico che coniuga con grande abilità la musica della propria terra al flamenco e al fingerstyle. Olbiese, 73 anni, suona la chitarra da quando ne aveva 14. Ha fatto parte di numerose formazioni beat. Con I Pelati ha ottenuto un buon successo anche oltre Tirreno. Nel 1990 intraprende la carriera solista, e i risultati sono eccellenti. Marino De Rosas calca i palchi di importanti rassegne e festival in tutto il mondo, incide tre dischi e ottiene un successo straordinario, al punto da essere considerato dalla critica e dagli addetti ai lavori il maggior esponente della chitarra contemporanea sarda. Di certo ad accrescere la sua fama è la collaborazione intrapresa con Andrea Parodi, che gli produce disco Meridies. I due si sono esibiti spesso insieme e i loro concerti hanno incantato gli appassionati della buona musica e i loro fan. Il successo del singolo “Genna Silana” ha anticipato quello di “Intrinada”, il nuovo album, con cui De Rosas si apre a un’orchestrazione più elaborata, dove i momenti acustici lasciano sempre più spazio a sonorità elettriche.

Un’ottima conferma, sicuramente. Proprio come “Cancionero”, il nuovo lavoro che oggi gli Elva Lutza presenteranno insieme a Ester Formosa. Nico Casu e Gianluca Dessì saliranno sul palco in compagnia di una delle grandi interpreti della canzone catalana. Sulla scena da trent’anni, Ester Formosa vanta sette dischi all’attivo e collaborazioni di prestigio, come quella con il grande chitarrista Toti Soler e con gli autori Jordi Guardans e Felìu Formosa, suo padre, considerato tra i più grandi letterati catalani viventi.

Ester è a suo agio in ogni ambiente musicale, spazia dalla tradizione della sua terra e delle Baleari alla reinterpretazione dei maggiori autori e poeti catalani, ritagliandosi uno spazio importante tra gli artisti della Nova Cançò Català, dalla rivisitazione dei classici della letteratura per musica ispano-americana alle divagazione jazzy. Dotata di registri che vanno dal contralto al soprano leggero e di un’intonazione impressionante, Ester Formosa è una delle voci più titolate di Catalogna, anche se deve il suo grande successo al teatro, soprattutto all’interpretazione del personaggio de La Canyi, con cui ha girato per anni nei maggiori teatri di Spagna. La sua presenza sarà la ciliegina sulla torta alla performance degli Elva Lutza, considerati a buon diritto una delle realtà più interessanti del panorama musicale sardo. Vincitori del Premio Andrea Parodi nel 2011, i loro due precedenti lavori hanno incassato il consenso unanime di critica e pubblico. La loro musica è un inusuale mix di tradizione, improvvisazione di stampo jazz e canzone d’autore. Il progetto con Ester Formosa è protagonista del nuovo album, “Cancionero”. Brani in catalano, in sardo, in castigliano e in antico sefardita per un’opera che sta avendo una distribuzione internazionale a cura di Felmay. Dopo aver girato per festival tra Italia, Francia, Inghilterra, Spagna e Sardegna, il trio torna a casa, a Sassari, patria musicale di Nico Casu e Gianluca Dessì.

“Cancionero”, lo dice il titolo, è una raccolta di canzoni in parte originali, scritte in sardo e in catalano da Elva Lutza, alcuni classici dalla penna
di Lluis Llach e di Bruno Lauzi e Stefano Rosso – tradotti in catalano dal poeta e drammaturgo Joan Casas Fuster – fino al folclore latinoamericano e alcune gemme tratte dal repertorio degli ebrei sefarditi, adattissime alle corde vocali e alla verve interpretativa di Ester Formosa.

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