«Giù le mani dalla legge sul cinema»

Moviementu replica ai Riformatori e contesta i 200mila euro stanziati per il film di Salvatore Mereu

CAGLIARI. Gianni Morandi? Okay, a chi non è simpatico? Ma forse per il cinema in Sardegna la copertina è meglio che se la prenda Bonifacio Angius: il film del regista sassarese “Ovunque proteggimi” è da sei settimane nelle sale. E, oltre a essere un successo, è, secondo Moviementu, l’associazione che riunisce artisti e operatori del cinema sardo, il più lampante esempio per dimostrare che la legge sul cinema del 2006, prima finanziata a singhiozzo e poi con continuità, non deve essere messa in dubbio.

Ma chi l'ha messa in dubbio questa legge? La mobilitazione-conferenza stampa di ieri è stata in qualche modo la risposta alla posizione dei Riformatori Sardi. Che la scorsa settimana avevano presentato una richiesta ufficiale al tavolo programmatico della coalizione in vista delle prossime elezioni regionali. «A 12 anni dalla sua nascita la legge è inadeguata e inattuata sotto diversi profili –- aveva spiegato il consigliere regionale Michele Cossa – serve una nuova legge moderna e funzionale al raggiungimento degli obiettivi: sostenere i talenti sardi nella realizzazione di prodotti in grado di raggiungere il mercato globale e attrarre le grandi produzioni nazionali e internazionali». Risposta di Michele Sini, presidente di Moviementu: «La legge va protetta con forza – ha detto ieri – pensiamo che gli effetti positivi siano evidenti». Ha aggiunto Angius: «La legge ha favorito una svolta epocale, adesso si sente parlare di tanti registi sardi in giro per il mondo». Polemiche una dietro l'altra. Perché Moviementu contesta anche quanto successo nell'aula principale del palazzo regionale di via Roma. «Il mondo del cinema sardo aveva finalmente la sensazione che tutto funzionasse e si svolgesse secondo regole certe e valide per tutti gli attori del settore – spiega in una nota Moviementu –. Ora apprendiamo, con stupore e disappunto, che la recente legge di assestamento di bilancio ha assegnato 200mila euro alla società di produzione cinematografica Viacolvento Srl per la realizzazione del film “Assandira” del regista Salvatore Mereu”. Non un attacco al collega o alla società di produzione «sicuramente apprezzabili- dice Moviementu- e importanti (il valore dell'opera non è in discussione)», ma un modo per ribadire l'importanza della centralità della legge nell’assegnazione dei fondi. Secondo i Riformatori però la legge del 2006 dovrà essere riscritta. Anche prendendo come esempio Morandi? «Un prodotto televisivo, popolare, che ha migliorato – hanno risposto registi e operatori del cinema isolano – dicono alcuni dati, il flusso turistico dopo la sua messa in onda. Tuttavia, pur rendendo i meriti promozionali del caso, questo non può rappresentare un esempio, o l’unico, virtuoso di produzione cinematografica locale, perché non ha coinvolto se non in ruoli secondari e marginali le tante professionalità del cinema presenti nell’isola».

Il Moviementu segnala anche il lavoro della Film Commission. In nome della legge (sul cinema), insieme ad Angius, tra gli altri, anche Giovanni Columbu, Paolo Zucca, Enrico Pau. Ma con loro ci sono anche tutti i professionisti che consentono la lavorazione e le uscite dei film. «Non siamo d’accordo con gli attacchi
– ha spiegato Pau – siamo pronti al dialogo e a confrontarci con chi la pensa diversamente». «La legge sul cinema negli ultimi cinque anni è stata finanziata con continuità e da allora abbiamo vinto David – ha rimarcato Zucca –, festival e il cinema sardo ha fatto il giro del mondo».

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