Il film di Angius al Festival di Santa Barbara

“Ovunque proteggimi”, girato in Sardegna, in concorso alla rassegna californiana anteprima degli Academy Awards

SASSARI. Con la sua collocazione geografica – la California – e temporale – dal 30 gennaio al 9 febbraio – si può considerare l’anticamera degli Academy Awards. Anche perché a frequentarlo ogni anno sono le più grandi star del cinema americano. A respirare quell’atmosfera da Oscar ci sarà nell’edizione alle porte, la 34esima, anche Bonifacio Angius. Il suo “Ovunque proteggimi” è l’unico film italiano in concorso al Santa Barbara International Film Festival. Il regista sassarese e i protagonisti del lungometraggio, Francesca Niedda e Alessandro Gazale, voleranno negli Stati Uniti per la proiezione nella città della West Coast che ospita l’importante festival, quest’anno caratterizzato dai premi agli attori Viggo Mortensen, Glenn Close (fresca vincitrice del Golden Globe come miglior attrice), Michael B. Jordan, Melissa McCarthy. Quattro stelle di Hollywood che si aggiungono alla lista di celebrità premiate nelle scorse edizioni: Martin Scorsese, Daniel Day-Lewis, Cate Blanchett, Naomi Watts, Leonardo DiCaprio, Isabelle Huppert per fare solo alcuni nomi.

Insomma un’altra grande soddisfazione per Bonifacio Angius, riprova del successo di “Ovunque proteggimi” che fin dall’anteprima mondiale al Torino Film Festival, lo scorso novembre, ha conquistato critica e pubblico. Anche durante la prima fuori dall’Italia, quando il film è stato proiettato a Barcellona alla Mostra del cinema italiano. E adesso “Ovunque proteggimi” è pronto a uscire anche dai confini europei.

«Il fatto che il nostro film sia in concorso in una vetrina internazionale così importante conferma ancora il famoso detto: racconta te stesso, il tuo quartiere e racconterai il mondo intero», dice Bonifacio Angius. E prosegue: «Non bisogna mai avere paura di mostrarsi al mondo per quello che si è davvero, senza pretendere di far vedere solo i lati positivi, ma anzi raccontando anche le debolezze e le fragilità di un luogo meraviglioso e pieno di contraddizioni come la Sardegna e i suoi abitanti. Sono onorato che il mio film, girato nell’isola, con attori e maestranze del luogo, sia riuscito a farsi spazio attraverso un racconto universale che parla di sentimenti e di esseri umani alle prese con una vita disperata, che molto spesso la società finge di non vedere. Tra l’altro, il cinema americano degli anni Settanta è stato per me, soprattutto in “Ovunque proteggimi”, una fortissima fonte d’ispirazione. Credo che i selezionatori del festival di Santa Barbara se ne siano accorti».

Intanto il film, prodotto da Ascent con Rai Cinema e il contributo del Mibac, della Regione e della Fondazione Sardegna Film Commission, continua il suo viaggio anche nelle sale. A sette settimane dal debutto è infatti ancora in programmazione nell’isola, a Sassari e Cagliari, e in alcuni cinema del resto d’Italia. Risultato significativo in un momento storico in cui i film resistono in sala difficilmente più di una settimana.

Girato interamente in Sardegna (tra Sassari, la Basilica di Saccargia, Ploaghe, Porto Torres, Cagliari, Ossi, Quartu) “Ovunque proteggimi” è la storia di due anime in fuga, raccontata dal punto di vista di Alessandro (Alessandro Gazale), un cinquantenne, rabbioso, ingenuo e romantico al tempo stesso, cantante di musica folk sassarese. Nella sua vita l’amore è un ricordo sbiadito, fino a quando, in una corsia di ospedale, incontra Francesca (Francesca Niedda), grandi occhi verdi malinconici e luminosi, i modi spontanei di una bambina e il desiderio di fuggire via da un mondo che non gli appartiene più. In tasca i biglietti della nave per lei e per Antonio, suo figlio (Antonio Angius),
cinque anni appena. Ad agosto la Sardegna è un’esplosione di luce bianca, di cemento rovente, di campagne dorate, di mare che luccica in lontananza, e Alessandro e Francesca, finalmente fuori dall’ospedale, si mettono in viaggio verso un’ultima occasione.

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