La Dea Madre 

aumenta lo share

Su Rete4 “Freedom - Oltre il confine” giovedì è stata scelta da 1 milione 256 mila spettatori con il 5,78% di share. La trasmissione di Roberto Giacobbo ha battuto, per esempio, “Ghostbusters”, un...

Su Rete4 “Freedom - Oltre il confine” giovedì è stata scelta da 1 milione 256 mila spettatori con il 5,78% di share. La trasmissione di Roberto Giacobbo ha battuto, per esempio, “Ghostbusters”, un grande classico del cinema su Rai2, che ha avuto 1 milione 96 mila spettatori con il 4,51% di share. Una vittoria per uno storico indagatore dei misteri – che per tornare in tv ha scelto la rete Mediaset – ma soprattutto per il Comune di Morgongiori e il suo sindaco testardo che tanto si sono battuti per la valorizzazione del sito archeologico esplorato e reso finalmente noto al grande pubblico da Giacobbo: S’Iscala ’e Sa Cresia. Tantissimi curiosi, sardi e no, hanno scoperto che sotto il Monte Arci, la straordinaria montagna verde dell’ossidiana, si nasconde un millenario tempio misterioso con una scalinata che sprofonda nelle viscere nella Terra per onorare, probabilmente, la Dea Madre dispensatrice di acqua e fertilità. Uno spot notevole per il patrimonio archeologico dell’isola che i telespettatori si son potuti godere comodamente dal divano. Meglio così, perché intraprendere un viaggio turistico alla ricerca delle tante meraviglie che una storia millenaria conserva sarebbe particolarmente complicato. Difficoltà che prima di tutto partono dalle scarse risorse per la ricerca, dalle altrettanto misere per la conservazione e promozione, se si ascoltano gli addetti ai lavori. Il “grande museo a cielo aperto” rimane sulla carta e negli spot pubblicitari la divulgazione è scarsa, affidata in maniera improvvisata e non a professionisti di quello che oggi si chiama storytelling: la capacità di raccontare, spiegare e rendere affascinante la storia e la scienza. Eppure anche Alberto Angela docet, anche i suoi documentari fanno record d’ascolti, l’esempio dei numeri di visitatori di siti come Stonehenge è sotto gli occhi di tutti.
La rete di fonti e pozzi sacri sarda è quasi del tutto sconosciuta, o almeno non produce i numeri di visitatori che questo meraviglioso universo meriterebbe. Aspettiamo e ringraziamo Roberto Giacobbo, anche per la costola che ha sacrificato per far conoscere un angolo della nostra isola.

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