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Dame e gentiluomini: ad Alghero una cena stile Ottocento

Dame e gentiluomini: ad Alghero una cena stile Ottocento

Alghero, un menù storico: dai crostini al lardo alla pera caramellata

ALGHERO. Cosa e come mangiavano i sardi nell’Ottocento? Argomento intrigante e ostico allo stesso tempo. Ricette sarde dell’epoca non esistono, o non sono state ritrovate. È necessario, quindi, indagare ipotesi culinarie che riguardano tutto il territorio nazionale. È facile ricercare soluzioni osservando la fonte più autorevole dell’epoca: Pellegrino Artusi e il suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, dove l’autore, in questa opera-capolavoro, mette insieme e prova ad unire l’Italia gastronomica.

In questo grande e importante lavoro, però, non si cita alcun particolare sulla cucina dei sardi. Anche questo grande cuoco, nel raccogliere tutto il materiale gastronomico regionale della sua epoca, non ci aiuta a ricostruire ricette che in quel periodo potevano essere considerate “sarde”. È forse mancata la collaborazione degli intellettuali e dei cultori della buona tavola che nonostante vivessero nell’isola, rivolgevano il loro sguardo verso altri orizzonti culinari.

Nell’Isola non si riesce a trovare traccia neanche dell’arte culinaria che si era sviluppata al servizio della nobiltà che, per millenni, aveva avuto come sede dei propri affari il territorio isolano. In Sardegna manca documentazione scritta che storicizzi le ricette e i relativi ricettari. La cucina sarda inizia a lasciare piccole tracce solo agli inizi del primo Novecento, ma certamente questo non è il suo secolo di nascita. È una cucina figlia di diverse contaminazioni, trasmessa per via orale, ancora ricostruibile osservando i gesti delle nostre nonne, testimoni e memoria di quella cultura. Deteniamo un sontuoso patrimonio storico-culinario, grazie alle condizioni territoriali che hanno consentito di conservarne memoria e pratica, quasi perfettamente inalterata.

Tutta questa premessa per introdurre ciò che è accaduto nei giorni scorsi ad Alghero, dove si intravedevano passeggiare per la città storica, ed in tutta tranquillità, figuranti in abiti della prima metà dell’Ottocento. La loro presenza è stata notata al concerto di capodanno del Teatro Civico. L’evento è stato curato dall’Associazione Itinerari nel Tempo, che quest’anno ha organizzato la seconda edizione, svoltasi come la prima nello splendido contesto della città storica algherese. La circostanza è stata caratterizzata dalla ricostruzione di momenti precisi del diciannovesimo secolo. Il pubblico poteva assistere e partecipare attivamente; poteva indossare gli abiti storici forniti dall’Associazione ed accompagnare le dame e i cavalieri attraverso un viaggio nel tempo e vivere insolite sensazioni.

Uno sforzo organizzativo immane e solo a carico dell’associazione, che la città ha apprezzato tanto. Tra i partecipanti vi erano numerosi algheresi ed emiliani, tra i quali alcuni giovanissimi e molti esordienti. I momenti più importanti sono stati rivolti alla cultura dell’epoca: una conferenza sugli usi, consuetudini e l’etichetta utilizzata durante feste e balli della borghesia emergente è stata curata dalla dottoressa Alessia Branchi dell’Associazione culturale 8cento di Bologna; Gessica Dalli Cardillo ha parlato della storia del costume. Una visita guidata al complesso monumentale di San Francesco, a cura del dott. Mauro Porcu, ha permesso di conoscere il personaggio Giuseppe Manno.

Di grande riscontro è stata la lezione di ballo aperto a tutti, in abiti d’epoca, nello splendido scenario del Chiostro di San Francesco. Presso la casa di riposo Fadda è stata organizzata una visita, e gli ospiti hanno avuto modo di ballare con i cavalieri e le dame. Ideatore e curatore di questa mastodontica messa in scena è un sognatore, Andrea Sini, presidente dell’ Associazione Itinerari nel Tempo. Con questi eventi intende, con leggerezza ma con precisione storica, far rivivere momenti che fanno parte della nostra cultura, grazie alla consolidata e stretta collaborazione con la “Associazione culturale 8cento”.

E per finire in bellezza è stata organizzata

una cena in costume, con preparazioni dell’epoca presso il Ristorante Al 43 di via Doria ad Alghero. L’atmosfera era a dir poco emozionante e per i partecipanti: un tuffo nel racconto “Il Pranzo di Babette” di Karen Blixen ambientato sul finire del XIX secolo nell’isola danese di Berlevaag.

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