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Cleopatra, la forza dell’Eros: il libro di Alberto Angela

Cleopatra, la forza dell’Eros: il libro di Alberto Angela

Se il naso di Cleopatra fosse stato diverso, a cambiare sarebbe stata l’intera faccia del mondo” . Basterebbe questo celebre aforisma del filosofo francese Blaise Pascal, a evocare l’immenso potere...

Se il naso di Cleopatra fosse stato diverso, a cambiare sarebbe stata l’intera faccia del mondo” . Basterebbe questo celebre aforisma del filosofo francese Blaise Pascal, a evocare l’immenso potere di una delle donne più influenti della storia, capace di creare un impero e di influenzare il destino del mondo occidentale. Sovrana, moglie, madre, amante, maestra di seduzione, eterna icona del fascino femminile, riuscì a stregare e a legare a sé Giulio Cesare e Marcantonio. Figlia di Tolomeo Aulele XII, all'apice del suo potere controllò praticamente l'intera costa del Mediterraneo orientale, l'ultimo grande regno di un sovrano egiziano. In «Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l'eternità» (Harper Collins Italia), Alberto Angela, il conduttore-divulgatore scientifico, ne ricostruisce la vita (69-30 a.C), muovendosi per tre continenti, Europa, Asia, Africa, tra Roma e Alessandria, tra regge dorate, sontuose dimore, palazzi del potere, teatri di grandi battaglie. Il libro, appena arrivato in libreria, è già in vetta alla classifica dei best sellers.

Ma come è riuscita una donna sola, in un mondo dominato dagli uomini, a portare il Regno d’Egitto a una delle sue massime espansioni di tutti i tempi ? E chi era in realtà Cleopatra VII, grande politica e astuta stratega, vissuta allo spartiacque di due civiltà, Roma e l’antico Egitto? Come ha fatto a sedurre e conquistare due padroni del mondo di allora come Cesare e Marco Antonio? E, infine, s’interroga Angela, che aspetto aveva? Una possibile risposta arriva dal Ris, che si è avvalso di ogni possibile documento, in mancanza di resti. I parametri facciali di Cleopatra suggeriscono che il volto aveva caratteri prevalentemente caucasici, non africani, né orientali. Un volto regolare, con un naso “più alto e pronunciato della norma”, dall'ovale ben disegnato e dai tratti regolari, con una bocca piccola e le labbra marcate. Ma non era la sua bellezza a dominare. Gli occhi erano la parte più potente del volto. Il suo segreto risiedeva piuttosto nelle sensazioni che evocava in chi le stava vicino. Un segreto che aveva imparato abilmente a dosare e utilizzare con gli infusi curativi e i veleni che conosceva bene.

«Profonda conoscitrice delle letterature antiche, coltissima, parlava, oltre al greco, il latino, l'ebraico e tutti i dialetti dei popoli dell'Asia Minore. La voce, melodiosa e sensuale, incantava. Le sue parole pungevano come dardi. Il suo fascino era ‘impalpabile come la scia di profumo che lasciava dietro di sé», scrive il conduttore di “Ulisse”, ammaliato da Clepatr , il cui nome «evoca ancora soprattutto una donna dal fascino irresistibile ed esotico, indipendente, abile nel dominare gli uomini e nel conquistarli con passioni travolgenti». Messi sull’avviso dall’autore, per il quale la storia è anche “racconto” – capace di ridare la vita che manca nei testi classici – a cui ha attinto insieme ad altre testimonianze, i lettori (a parte forse un’esigua minoranza di cultori di storia antica) non avranno soprassalti. A esempio davanti al capitolo “Schiavo d’amore e del sesso” che racconta il fatale incontro, a Tarso, in Asia Minore, nel 42 a.C , tra Cleopatra e Marco Antonio, impegnato allora con Ottaviano nella guerra civile per il controllo di Roma.

Pare che Cleopatra avesse ritardato apposta l’incontro per far crescere le aspettative. Quando finalmente si decise, mandò un messaggio: «Per il bene e la felicità dell'Asia vengo per un ricevimento festivo ... Venere è venuta a festeggiare con Bacco». Arrivò su una chiatta profumata con le vele viola. Era vestita da Afrodite e un profumo intenso si spargeva da innumerevoli dispensatori d’incenso dalla nave alle rive del fiume. «Il suo è un arrivo in stile Lady Gaga», scrive Angela.
Come meravigliarsi se Marco Antonio, stordito dall’apparato erotico messo insieme della regina d’Egitto – con cui vivrà «una rovente storia di passione e sesso» –- la guarda con un’espressione simile a quella di Jim Carrey nel film “The Mask”, con la mandibola che casca a terra?».

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