Festa a Oliena per i riti antichi del Carnevale

“Invasioni barbariche” nelle strade del paese La sfilata dei costumi da tutta la Barbagia

Oliena, ricchissima di tradizioni e di cultura fondamentalmente legata all’economia agropastorale non ha una sua maschera identitaria, ma non per questo si perde d’animo. Lo spirito organizzativo c’è tutto e notizia ancora più piacevole e positiva è che questa intraprendenza capace di far ben sperare, arriva dai giovani. Sono loro infatti (nel caso specifico i ragazzi de su Comitatu Santu Lussugliu Uliana Leva 1989) gli ideatori delle Invasioni barbariche, l’evento che anche ieri – nella sua seconda edizione – ha fatto arrivare tanta gente da ogni parte dell’isola. Tutti pazzi ancora una volta per la prima sfilata delle maschere tradizionale del carnevale barbaricino, che di fatto dopo l’arroventato prologo dei giorni scorsi per i falò di Sant’Antonio, si sono ritrovate come lo scorso anno di nuovo insieme per dare il via alla festa più pagana e dissacrante dell’anno.

Decisamente lungo il percorso seguito corteo con centinaia di figuranti in maschera tra due ali di folla molto fitte in rappresentanza di ben nove comuni della Barbagia. In pratica – a parte la defezione dei Mamuthones di Mamoiada – con il meglio esistente sulla piazza delle maschere tradizionali. Quelle che contribuiscono a tenere vive le tradizioni di questi centri e a portare spesso anche nella penisola e all’estero questo patrimonio. La festa esplode con l’ultima luce della sera e va avanti fino a notte fonda per le vie del centro prese d’assalto da tantissimi visitatori. I bar sono pieni e per l’occasione riapre anche la Bettola, locale mescita che ti riporta in una Oliena anni Cinquanta.

Anche ieri dunque è arrivatauna conferma dunque dellaformula di un evento che piace e conquista proseliti edizione dopo edizione. La pioggerellina che cade lenta non spaventa nessuno e tutti sono rigorosamente in strada per godersi da vicino lo spettacolo. Così, subito dopo che la complessa e meticolosa vestizione ha concluso i suoi riti, arriva il via. In piccoli falò si brucia a bordo strada il sughero per annerire i visi al punto giusto. Un’ulteriore carica arriva da un nero vino Nepente, che qui, nella sua patria dove viene coltivato da secoli, è ancora più buono.

La sfilata guidata dal ritmo incalzante del Tumbarinos di Gavoi guadagna terreno tra tante soste segnate dai ritmi cadenzati delle percussioni e dai canti di uno dei carnevali più festosi e allegri di Barbagia che a Gavoi raggiunge il suo culmine nel pomeriggio di giovedì grasso con il classico appuntamento de sa sortilla e sos tumbarinos, quando il suono di migliaia di tamburi fanno da colonna sonora per l’intera e infinita giornata. Ebbene ieri è stato solo un assaggio di quel ritmo tribale che accompagna la festa. Dietro di loro c’erano le donne in costume de Sa Vargia di Oniferi che con le loro nenie, canti e balli rappresentavano un continuum sonoro e uno spartiacque all’arrivo delle figure ancestrali e tetre alle loro spalle.

Tra queste ovviamente i Boes e Merdules Ottana, i Thurpos di Orotelli, Su Sennoreddu e Sos De S’iscusorzu di Teti, il Gruppo Maimones di Olzai, Su Bundhu di Orani e Sos Colonganos di Austis. Cinque formazioni che procedono a pochi metri tra loro e che passo dopo passo catturano sguardi di ammirazione. Le loro sono movenze di attori naturali, recitano un copione che conoscono a memoria e interagiscono con il pubblico. E’ un frastuono di campanacci che risuonano sordi, di bastoni e di pelli che percuotono l’asfalto, l’uomo-animale si rotola per terra. E’ un gioco di forza e di energia, senza risparmio. Chiudono il corteo gli Urthos e Buttudos di Fonni a tratti letteralmente invasati. Anche a Oliena le due maschere mettono in scena la classica lotta tra il bene e il male, tra l’uomo e l’animale. Anche a Oliena il canovaccio viene rappresentato con la solita maestria e abilità con s’urthu che cerca di scappare arrampicandosi ovunque, su alberi e balconi, pali della luce, mentre sos Buttudos cercano di domarlo.
Boes e merdules, thurpos anche da fermi, immobili come delle fiere mimetizzate in una delle pause per tirare il fiato con lo sfondo del Corrasi che li sovrasta quando superano la parte alta del Corso all’altezza del Comune sono un quadro di rara bellezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community