«La voce di Seneca contro tutte le guerre»

Paolo Bonacelli parla dello spettacolo “Troiane”, in scena domani al Teatro Comunale di Sassari

SASSARI. «È una condanna della guerra. Seneca è un grande autore, il testo bello e interessante e nella traduzione e drammaturgia di Fabrizio Sinisi, moderna e con un linguaggio di oggi, riesce ad avvicinare il pubblico alla tragedia della guerra. C’è sempre all’orizzonte qualche conflitto bellico». Paolo Bonacelli parla di “Troiane”, lo spettacolo per la regia di Alessandro Machìa che lo vedrà nel ruolo di Agamennone domani alle 21 al Teatro Comunale, e nei giorni successivi al Grazia Deledda di Paulilatino e al Tonio Dei a Lanusei.

«Qui c’è la sconfitta di Troia dopo dieci anni di guerra – racconta Bonacelli – con tutto il dramma che comporta. E con la sconfitta i Greci chiedono sacrifici orrendi per placare gli dei, come dicono loro. Il mio personaggio, Agamennone, è più aperto e tollerante. In contrasto con Ulisse non ama questi riti sacrificali inutili, come afferma. Ma Ulisse contrappone la ragion di Stato e la tradizione che chiede i violenti sacrifici. Affianco ai due personaggi maschili ci sono le troiane Ecuba, Polissena e Andromaca, e poi c’è Elena, per la quale si è scatenata la guerra».

Presentato questa estate, lo spettacolo ha riscosso un successo persino maggiore di quello che si attendeva, segno della sensibilità del pubblico al tema. «Io credo molto nel teatro di parola – prosegue l’attore – che sembra attraversare una crisi ma in realtà produce numeri di spettatori sempre consistenti, quindi fare ipotesi pessimistiche è prematuro. E se il teatro di parola diventa comunicazione vera con il pubblico, allora questo è il miglior risultato che si possa avere. Dal palco capiamo quando il pubblico è attento, e nel caso di “Troiane” ci regala la sua attenzione in maniera sempre crescente fino alla fine. L’abbiamo visto dalle reazioni, dai silenzi, dagli applausi finali molto sentiti».

Felice di tornare a Sassari e in Sardegna, Paolo Bonacelli ricorda l’esperienza dal 1994 come direttore artistico del Teatro di Sardegna, con la produzione di spettacoli e tournée di successo in tutta la penisola. «In particolare,
voglio ricordare – racconta Bonacelli – “La Mandragola” di Machiavelli con la scenografia di Giulio Paolini, artista concettuale fra più importanti d’Europa, e “Victor. I bambini al potere” di Roger Vitrac nella stagione 2004/2005, entrambi curati da Mario Missiroli, un grande regista».

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