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R4, che passione Il viaggio di Ludovico tra le dune del deserto
L’avventura 

R4, che passione Il viaggio di Ludovico tra le dune del deserto

La Renault 4 come mezzo, il deserto come rampa di lancio, l’Africa come traguardo di una sfida assolutamente speciale. Sogni e bisogni corrono veloci tra la polvere, lungo l’asse Francia-Spagna-Marocc...

La Renault 4 come mezzo, il deserto come rampa di lancio, l’Africa come traguardo di una sfida assolutamente speciale. Sogni e bisogni corrono veloci tra la polvere, lungo l’asse Francia-Spagna-Marocco, a bordo di un’auto “cult”, portando con sè per la prima volta anche un pezzo di Sardegna.

Tra meno di due settimane prenderà il via da Biarritz, in Francia, l’edizione numero 22 del 4L Trophy, un raid umanitario internazionale al quale prendono parte oltre 1200 equipaggi provenienti da varie parti del mondo. La particolarità è rappresentata dal fatto che tutti i partecipanti guidano vetture identiche: le storiche Renault 4. Un serpentone che si sposterà lungo un percorso di circa 6.000 chilometri, sino a Marrakech.

Al via da Biarritz ci sarà un solo equipaggio italiano, con al volante Ludovico Fara, olbiese di 27 anni, che gareggia in coppia con un navigatore di Bolzano, Nicolò di Giovanni. «È un sogno che si avvera – racconta il giovane gallurese –, perché era da 4 anni che provavo a prendere parte a questa manifestazione, ma non riuscivo a trovare un co-pilota che mi accompagnasse. Tra l’altro arrivo a questo appuntamento “in extremis”, perché questa manifestazione è rivolta essenzialmente a studenti di età compresa tra i 18 e i 28 anni, e io ero studente quando ho presentato la domanda, ma ora non più. Comunque non vedo l’ora di mettermi al volante, sono emozionato e pronto ad affrontare questa piccola impresa».

Di piccola impresa si tratta, in effetti, perché il percorso è decisamente impegnativo, anche se la vittoria non va a chi va più veloce e, soprattutto, la gara è un’ottima scusa per aiutare chi è in difficoltà.

«Il Raid 4L Trophy è una formidabile avventura umana, sportiva e solidale – sottolinea Fara –. Non è una gara di velocità, ma una gara di abilità a sapersi orientare per arrivare alla destinazione finale di Marrakech. Ogni equipaggio deve portare un minimo di chilogrammi di materiale che verrà donato ai bambini marocchini. Porteremo con noi materiale scolastico e medico, che grazie ad alcune organizzazioni no profit come Enfants du Desèrt e Run4children verrà consegnato a scuole e ospedali di quei territori. Nel corso degli anni, grazie all’impegno di queste organizzazioni e degli appassionati, sono state costruite tredici scuole».

Il Raid inizierà il 21 febbraio, per concludersi dieci giorni dopo, il 3 marzo. «Saranno due settimane molto dure – aggiunge Ludovico Fara – e attendo con particolare curiosità le prove nel deserto: non si potrà usare il Gps ma avremo a disposizione una mappa e una bussola. Non conta la velocità, ma l’abilità nel riuscire ad arrivare da un punto a un altro, sulla sabbia, percorrendo il minor numero di chilometri possibile».

Ludovico Fara nella vita di tutti i giorni si occupa della gestione di case-vacanza nella zona di Olbia, ma è anche una guida trekking esperta, che opera tra la Gallura e l’Ogliastra. Un amante della natura a tutto tondo, insomma. Ma come nasce la sua passione per un’automobile particolare come la “Errequattro”? «È stata un’auto di famiglia – racconta Fara –, poi è diventata una passione personale e ora possiedo due Renault 4. Purtroppo in questa manifestazione
non potrò presentarmi con una delle mie fedeli R4 per questioni logistiche. E allora mi sono rivolto all’associazione italiana Run4Children, che ha messo a disposizione un’auto per il nostro equipaggio. E dunque siamo pronti a partire per questa meravigliosa avventura».



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