L’Orso d’oro va all’israeliano Nadav Lapid

Vince la Berlinale il film “Synonymes”. Migliore regia ad Angela Schanelec per “I was at home, but”

BERLINO. Un film astratto e politico sull’impossibilità individuale e collettiva di liberarsi dal passato. È “Synonymes”, il lavoro dell’israeliano Nadav Lapid che ha vinto ieri l’edizione 2019 del festival del cinema di Berlino. Yoav, un giovane ragazzo israeliano appena arrivato a Parigi, viene accolto da due coetanei francesi, Caroline e Emile, dopo che i suoi vestiti sono stati rubati. In fuga dal proprio paese e cocciutamente deciso a non parlare la sua lingua, Yoav cerca di imparare perfettamente la lingua francese per acquisire una nuova identità. Il passato però lo ossessiona, le visite all'ambasciata israeliana lo annoiano e l’amore per la cultura francese e per Caroline, che arriva anche a sposare, non gli danno quella libertà di cui sente disperatamente bisogno.

Il premio alla migliore regia è andato invece a è andato a Angela Schanelec per il film serbo-tedesco “I was at home, but”. Un ragazzo sparisce per una settimana e le persone intorno a lui non riescono a spiegarsi il perché. Poi il giovane Philip fa ritorno a casa. Ad attenderlo ci sono la sorellina e la madre Astrid, operatrice del settore artistico, ancora in lutto per la recente morte del marito. Il ritorno del ragazzo, anziché sciogliere l’angoscia, finisce per liberare una corrente di dolore e ansia troppo a lungo trattenuta.

“Grace a Dieu” di François Ozon ha invece ottenuto il premio della giuria. Il film si basa sulla storia vera di un prete pedofilo in Francia tra gli anni Ottanta e Novanta. Alexandre Guérin è un giovane padre di famiglia, che vive nella zona di Lione. Un giorno andando in chiesa scopre che padre Preynat, il prete che abusò di lui quando era bambino, è tornato in zona e continua a stare a stretto contatto con i bambini. Di fronte al muro di silenzio dei superiori ecclesiastici di padre Preynat, Alexander decide di riunire le forze con altre due vittime dei suoi abusi, François e Emmanuel, per testimoniare contro di lui e far vincere la giustizia.

Il premio per la miglior attrice
la giuria della berlinale lo ha assegnato a Yong Mei per l’interpretazione in “So Long, My Son” del regista cinese Wang Xiao-shuai. Miglior attore Wang Jingchun per lo stesso film. Il premio Alfred Bauer, al film più innovativo, è stato assegnato a “System Crasher” di Nora Fingscheidt.

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