«Ma quali rocce energetiche: così i monumenti rischiano»

L’allarme di due archeologi contro la pratica di sdraiarsi sulle pietre della Gallura. L’assurdo confronto tra scienza e credenza si sposta dalla televisione ai social

OLBIA. Loro il sito archeologico non lo visitano. Cercano di assorbirlo. Si sdraiano sulle rocce sbozzate dall’uomo e fanno il carico di energia positiva per curare il corpo e lo spirito. Lo fanno soprattutto nelle tombe dei giganti. Sepolture megalitiche che avrebbero il potere di generare benessere e armonia nell’essere umano. Pratiche sempre più diffuse che però fanno rizzare i capelli agli archeologi. Il confronto tra scienza e credenza, ormai anche sui social, va avanti da parecchio tempo. Ma adesso gli studiosi lanciano anche un allarme: questo tipo di pratica sta mettendo a serio rischio i monumenti. Per esempio c’è chi ha spostato le pietre dalla posizione originaria per realizzare dei piccoli altari accanto al sito archeologico. E c’è addirittura chi, per avere una fonte di energia costantemente a portata di mano, ha ben pensato di tornare a casa con un pezzo di monumento in tasca o nel cofano della macchina.

Monumenti a rischio. L’allarme arriva dagli archeologi Rubens D’Oriano e Francesco Carrera, della sede operativa di Olbia della Soprintendenza. Ed è solo l’ultimo capitolo di un acceso dibattito generato da una puntata di Linea Verde, la trasmissione Rai che qualche settimana fa, oltre a dare la parola allo stesso D’Oriano, ha mandato in onda anche le interviste ad alcuni sostenitori della teoria delle rocce energetiche. «Da una ventina di anni in Gallura è stata diffusa l’idea che le tombe di giganti abbiano poteri terapeutici o quanto meno benefici sul piano psicofisico, per fruire dei quali si debba stazionare un tot di tempo presso di esse, seduti o sdraiati, o caricare di energia positiva oggetti vari – spiegano gli archeologi –. Finché ciò non verrà accertato da uno studio serio da parte di medici seri, chi segue tali pratiche può essere certo di fruire solo di un po’ d’aria di campagna, che di certo male non fa. Dobbiamo però rimarcare che questi “pellegrini della speranza” stanno ormai arrecando danni fisici ai monumenti. Essi infatti non solo siedono, camminano e si sdraiano sulle strutture murarie, accelerandone di molto il degrado, ma ormai sono giunti all’ignominia di realizzare altarini usando le pietre delle tombe, scardinandole dalla loro posizione originaria, quando non se la portano a casa perché cosa c’è di più carico di energia positiva delle pietre stesse con le quali è fatto un monumento?».

Il dibattito. Due giorni fa, sulle pagine della Nuova, è intervenuto il farmacista Raimondo Altana, presidente dell’associazione Uomo natura energia Palau. Altana, anche lui finito su Linea Verde, ha risposto a D’Oriano e Carrera, che lo avevano già definito «dilettante», e ha invitato gli archeologi ad avere un approccio multidisciplinare. «Altana afferma che i megaliti emanerebbero una non meglio definita “energia invisibile, impercettibile ma molto potente e misurabile con strumenti scientifici” ed elenca una lista di strumenti di rilevamento che potrebbero impressionare il lettore grazie a molto affascinanti denominazioni – rispondono gli archeologi -. In alcuni casi si tratta di strumenti ben noti alla scienza, come il contatore Geiger, e in altri di roba bollata dal mondo scientifico come del tutto inattendibile». Altana, tra le altre cose, ha invitato D’Oriano e Carrera ad avere un occhio di riguardo anche per la rabdomanzia/radiestesia. «Gentile Altana, grazie... ma anche no! Infatti anche queste due fantasie fanno parte del sempre più vasto dominio delle pseudo-scienze. Se i megaliti emanino un’energia loro peculiare va testato da studiosi seri, con strumenti seri, testando per controllo anche aree prive di presenze archeologiche: fino ad allora ogni affermazione in positivo è pura opinione personale».

Scienza da difendere. Anche gli archeologi, nell’era dei complottismi, vengono visti con sospetto. Per questo D’Oriano e Carrera ci tengono a difendere la scienza: «Ormai sotto l’accusa di elitarismo nemico delle genti sta finendo qualsiasi genere di competenza scientifica e professionale. Ai sempre più
numerosi che sospettano del bieco elitarismo dei competenti, rivolgiamo una banale domanda: perché la prossima dichiarazione dei redditi non ve la fate compilare dal vostro macellaio o dermatologo di fiducia, invece che da un membro della famigerata élite dei competenti commercialisti?».

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