I sogni di Luna tra musica rap e adolescenza

La cantante sarda parla del momento magico. E sul suo nuovo video rivela: «È psichedelico» 

SASSARI. Sognatrice ma determinata, dal look aggressivo ma dolcissima, molto seria nel lavoro ma sempre sorridente. Luna Melis, la diciassettenne cantante sarda protagonista all’ultima edizione di X Factor e adesso tra le stelle emergenti del panorama rap nazionale, è una meravigliosa contraddizione. Lo si intuisce anche da questa intervista fatta subito dopo l’uscita del nuovo singolo “Donna domani”, cantato insieme con Chadia Rodriguez. Una chiacchierata senza rete in cui lei racconta del successo improvviso, delle sue ambizioni e anche di qualche piccola delusione affrontata comunque con “girl power”, il potere femminile tipico della sua generazione.

Luna, cominciamo dal video di “Donna domani” che verrà diffuso in queste ore su Youtube. È vero che è una bomba?

«Il primo aggettivo che mi viene in mente è psichedelico. Sì, vedrete un video psichedelico, fortemente sconsigliato a chi soffre di attacchi epilettici. Scherzo, dai, però è davvero colorato e di forte impatto visivo. Potente».

Nel giro di pochi mesi ti è cambiata la vita, come ti senti?

«Sono sempre di corsa, lo ammetto, e del resto sto facendo un sacco di cose. Ma sono anche molto felice. Per quanto riguarda la gestione della quotidianità ho sempre cercato di dividere la vita lavorativa da quella privata, perché è giusto che sia così. Ovviamente dal punto di vista artistico per me c’è stato un cambiamento enorme: sono passata dal cantare nelle piazze a esibirmi al Forum di Assago. E questo, va da sé, mi ha fatto sentire realizzata. Però sono anche ambiziosa e non voglio certo fermarmi: ho tantissimi obiettivi e voglio lavorare duro per raggiungerli».

Qual è l’aspetto più sorprendente di ciò che hai vissuto?

«Il ritorno nel mondo reale dopo X Factor. Essendo stata rinchiusa per due mesi in un loft avevo perso completamente i contatti con l’esterno: niente telefonino, niente giornali, niente televisione, nessun mezzo di comunicazione. Di conseguenza io non sapevo che cosa stesse succedendo fuori di lì, e cioè che i ragazzi cantassero a memoria le mie canzoni, che il mio inedito fosse primo in tendenze su Youtube e così via. Tutte queste informazioni mi sono piombate addosso insieme e all’improvviso come una strepitosa valanga: da un giorno all’altro la gente mi riconosceva per strada, mi chiedeva autografi e selfie. Il fatto sorprendente è che la mia vita era cambiata e io ancora non lo sapevo. Una sensazione stranissima, devo dire».

Adesso però avrai già metabolizzato?

«Se devo essere sincera mi sembra ancora tutto incredibile: quando una ragazza che, come me, arriva da un piccolo centro di provincia scopre d’un tratto di essere conosciuta in ogni angolo d’Italia ci mette un po’ per uscire dallo stato confusionale».

Ci sono momenti in cui provi le vertigini?

«No. Forse perché nonostante lo stupore sono anche una che rimane con i piedi ben piantati per terra. Non mi sono montata la testa, insomma. Sono molto legata alle uscite con i miei amici, alle mie solite abitudini, e non mi sento intrappolata nella vita da artista. Mi godo la normalità e poi coltivo la mia passione».

Quando si diventa famosi in modo così repentino sei tu che cambi con gli altri o sono gli altri che si rapportano a te in maniera diversa?

«Io non mi sento affatto cambiata, ma questo non sta a me giudicarlo. Mentre effettivamente molte persone hanno cambiato il loro modo di porsi nei miei confronti. Qualcuno in meglio e qualcuno in peggio».

In peggio?

«Sì, in peggio. L’invidia a volte fa brutti scherzi».

La notte che cosa sogni? Palchi enormi, stadi pieni di fan, cose così?

«Tutte le volte che ho sognato qualcosa poi, anche se sudando, sono riuscita a ottenerla. Quindi perché non continuare a sognare in grande?»

A scuola sei già ritornata?

«Sì, da un paio di mesi, ma ho cambiato istituto: per mancanza di tempo mi sono ritrovata privatista all’Isi di Cagliari. Sto molto bene, lì. Poi l’accoglienza è stata grandiosa, perché sono arrivata proprio il giorno del mio compleanno e la dirigente mi ha persino fatto trovare i pasticcini».

Hai visto Sanremo?

«Nì. Nel senso che non ho visto il programma, ma ho ascoltato con attenzione le canzoni che più mi interessavano».

Che ne pensi della vittoria di Mahmood e delle polemiche che ci sono state?

«Onestamente con la canzone di Mahmood sono in fissa. Mi piace moltissimo e bisogna riconoscere che lui musicalmente è riuscito a portare qualcosa di fresco. Ma anche il testo è fantastico, per non parlare della storia che c’è dietro. Ci voleva qualcosa del genere».

Ti piacerebbe cantare sul palco dell’Ariston?

«Certo, ci mancherebbe: Sanremo lascia il segno».

Parliamo dei tuoi dischi: l’inedito “Los Angeles”, che ti ha portato così fortuna a X Factor, è ancora un brano ascoltatissimo e ballatissimo. Perché l’esigenza di far uscire un nuovo pezzo proprio ora e non una hit in procinto dell’estate?

«Avevo voglia di fare uscire una nuova canzone. Poi sono passati già tre mesi da quell’inedito, eh. In ogni caso sto già preparando un nuovo brano per l’estate, qualcosa che spacca. E dopo mi dedicherò all’album».

Il singolo “Donna domani” quali tematiche tratta?

«È un pezzo a suo modo femminista nel quale mi riconosco molto. Si parla della forza delle donne, ma anche del fatto che un’adolescente possa permettersi ancora di lasciare da parte i grandi problemi per dedicarsi al divertimento».

Un po’ come quando negli anni Ottanta Cindy Lauper cantava “Girls just want to have fun”.

«Esatto, il senso sostanzialmente è quello. E poi si spiega che noi ragazze sappiamo bene ciò che vogliamo».

Com’è nata la collaborazione con Chadia Rodriguez e come ti sei trovata a duettare con lei?

«È stato un featuring naturale: non soltanto lavoriamo
nello stesso team, ma siamo anche l’una fan dell’altra».

Un’ultima curiosità: quando rinnoverai la carta d’identità, alla voce professione che cosa vorresti vederci scritto?

«Oddio, non lo so. Anzi lo so benissimo, ma posso fare gli scongiuri?».



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