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I segreti dei cognomi sardi: Cossiga è glorioso e raro. Ma l’accento andrebbe sulla o

I segreti dei cognomi sardi: Cossiga è glorioso e raro. Ma l’accento andrebbe sulla o

Cossiga rappresenta un cognome raro con appena una trentina di famiglie, di cui poco più della metà risiede in Sardegna. Ha l’odierno epicentro a Sassari con residuali presenze a Chiaramonti, Ploaghe,...

Cossiga rappresenta un cognome raro con appena una trentina di famiglie, di cui poco più della metà risiede in Sardegna. Ha l’odierno epicentro a Sassari con residuali presenze a Chiaramonti, Ploaghe, Alghero e Siniscola. Altre presenze si registrano nel Lazio (quasi tutte a Roma), nel Veneto, in Campania e Lombardia. Sul piano storico, dalle fonti emerge che il cognome in origine designava un’unica famiglia forse articolata in due ceppi.

La prima attestazione si registra nel 1669 a Chiaramonti col notaio Andria Cossiga e subito dopo, nel 1693, a Perfugas dove il cognome è registrato per oltre due secoli fino al 1916. Nel 1728 è presente anche a Martis e nel 1733-1773 ad Aggius con la forma Cuxiga. L’epicentro storico si individua a Chiaramonti dove il cognome è presente senza soluzione di continuità da circa 350 anni. Da Chiaramonti si diffuse verso Ploaghe, Siligo e altri centri ma soprattutto a Sassari dove la famiglia mise salde radici.

Il cognome, come è noto, è assurto alla celebrità grazie al politico sassarese Francesco Cossiga che al culmine della propria carriera divenne l’ottavo presidente della Repubblica Italiana. Nella prima metà del 1800 si distinse il chiaramontese Gavino Cossiga, persona agiata nota come su poeta christianu per via delle poesie di contenuto religioso che lo resero noto un po’ in tutta l’Isola. Tutto ciò grazie all’interesse di Salvatore Cossu, parroco chiaramontese di Ploaghe, che nel 1863 ne curò l’edizione intitolata “Su Poeta Cristianu, o siat Sa Doctrinetta in Sonettos Logudoresos”.

Il suo primogenito Francesco Maria, laureatosi in medicina e chirurgia, si trasferì a Siligo dove sposò una figlia del nobile Giuseppe Ladu. Il sesto figlio della coppia, Giuseppe Lorenzo, divenne avvocato entrando nell’élite borghese di Sassari grazie alle nozze con Mariuccia Zanfarino, da cui nel 1928 nacque quel Francesco che sarebbe diventato presidente della Repubblica.

Altri due figli del poeta chiaramontese si stabilirono a Venezia e a Napoli. Nel ramo stabilitosi a Perfugas emersero Pietro Cossiga, che fu vicesindaco nel 1872, e un altro Gavino Cossiga, anche lui vicesindaco nel 1903-1904. Per quanto riguarda il significato, è comunemente accettato, da parte degli studiosi, che la forma Cossìga rappresenti una pronuncia errata di un originario Còssiga (Pittau, CDS 1, 248) che è il nome sardo della Corsica documentato fin dal 1400.

In precedenza il nome dell’isola gemella è documentato dal XII secolo con la forma Corsiga nel Condaghe di S. Maria di Bonarcado dove si cita una famiglia detta “sos de Corsiga” (‘quelli di Corsica’). Questa forma è attestata ancora durante l’Età Moderna nei registri parrocchiali di Aggius dove è registrato un tale Cosso de Corsiga che è da confrontare con la citata grafia Cuxiga attestata proprio ad Aggius tra il 1733 e il 1773.

Che l’originaria pronuncia corrispondesse a Cóssiga si può desumere dall’atto di pace del 1388 tra la Corona d’Aragona e il Regno d’Arborea (carta 74v) in cui tra i firmatari sassaresi è attestato un cittadino di nome Aramus Cossigu la cui pronuncia verosimilmente doveva corrispondere a Còssigu ‘corso’ che continua l’etnico latino Corsicus ‘corso, della Corsica’.

Sulla presenza a Chiaramonti di gruppi originari della Corsica bisogna tener conto di un documento

dell’Età Moderna in cui si registra una regione detta “Zaramonte de sos Cossos” ossia ‘Chiaramonti dei Corsi’. Questa potrebbe riferirsi a quella parte del territorio comunale abitata da oriundi corsi che pochi decenni orsono è stata inglobata dal nuovo comune di Erula (1988).
 

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